A Castiglione, Santa Maddalena benedice il primo patto di filiera locale

Il giorno di Santa Maria Maddalena coincide con la firma e la sottoscrizione del primo patto di filiera locale per la produzione di cereali di qualità dei piccoli produttori del posto.

Si fa festa, anche se in modo diverso, a Castiglione d’Otranto, per il giorno di Santa Maria Maddalena, che coincide con la firma e la sottoscrizione del primo patto di filiera locale per la produzione di cereali di qualità da parte dei piccoli produttori del posto. Un piccolo grande evento, che s’inserisce nel solco dell’antichissima fiera mercato della Maddalena a Castiglione, che vede protagoniste cinque aziende leccesi e l’ente di tutela del Parco Otranto-Leuca, che firmeranno il primo patto di filiera locale per i cereali antichi presso il Mulino di Comunità di Casa delle Agriculture questo pomeriggio alle ore 19, con un piccolo rituale di scambio delle spighe delle diverse varietà di frumento coltivate.

Un’alleanza economica, ma non solo, soprattutto una rete e una stretta di mano tra aziende che condividono gli stessi valori: l’importanza della produzione e del commercio a km0, la salvaguardia della biodiversità e delle antiche varietà di cereali, l’agricoltura biologica e senza sfruttamento, del suolo e delle risorse umane, portata avanti con metodi sostenibili su terreni poco utilizzati, potenziandone lo sbocco commerciale e generando economia territoriale attraverso una filiera del lavoro etica.

È l’occasione questa per far vista al piccolo tempietto dedicato a Santa Maria Maddalena, che sorge in zona Trice, nelle campagne di Castiglione d’Otranto, meta di pellegrinaggi da tempo immemore, circondato dalla macchia mediterranea e dai muretti a secco. È qui che si celebra solitamente la caratteristica ricorrenza dedicata alla santa, una festa molto sentita dai devoti, da decenni, da quando, per partecipare, i più giovani usavano mettere da parte i soldi nelle “borsette” di stoffa, cucite sui vestiti.

Quest’anno, salta il tradizionale appuntamento con la sagra tu taraddhu, ma sicuramente si porta in tavola il giorno del dì di festa la saporita frisa d’orzo, che qui prende il nome di tarallo, preparata rigorosamente con la semola Senatore Cappelli e condita all’antica, con ortaggi e verdure di stagione. Un piatto di archeologia gastronomica, che testimonia la vocazione agricola del territorio di Castiglione, oggi al centro di una vitale esperienza di ritorno alla terra che ha coinvolto le fasce più giovani della popolazione, confermata da questo primo patto di filiera.

Oggi, come allora, la terra detta il ritmo dell’esistenza e scandisce i rituali della vita collettiva, come un tempo faceva la stessa ricorrenza di Santa Maddalena.