Tirana-Brindisi, il sogno di un porto di pace

Lo spettacolo "Porto di mare" di Luigi D'Elia rievoca il primo sbarco dall'Albania nel Salento, esattamente trent'anni fa.

Una foto dello sbarco del 7 marzo 1991 - Ph. Damiano Tasco

Arrivarono cercando un approdo, una terra ferma, dove ricominciare tutto da capo, inseguire il sogno della normalità, di una vita degna. E dopo trent’anni sono ancora qui, con le radici nel Salento e un pezzo di cuore al di là della sponda adriatica. Avvenne il 7 marzo 1991, il primo sbarco da Tirana a Brindisi, l’inizio di un esodo drammatico ma anche di un primo scorcio di libertà.

Lo racconta “Non abbiate paura. Grand Hotel Albania“, monologo di Francesco Niccolini con Luigi D’Elia che rivive in un nuovo allestimento con un ensemble transadriatico composto da Claudio Prima (organetto e voce), Nevila Cobo (violino) e Merita Alimhillaj (violoncello), spettacolo accolto proprio a Brindisi, in scena presso il Nuovo Teatro Verdi, grazie al sostegno del Teatro Pubblico Pugliese, che andrà in onda in streaming nel pomeriggio.

Luigi D’Elia – Ph. Eliana Manca

Una pagina che racconta la prossimità, l’accoglienza, la solidarietà, lo straordinario incontro tra i circa ventimila albanesi che stremati giunsero al porto e i novantamila brindisini che aprirono le braccia. Un episodio la cui eco risuona ancora più forte e intensa, in un presente fatto di distanze e diffidenza, celebrato anche nella giornata di ieri con la visita del primo ministro albanese Edi Rama a Brindisi.

“Non sto nella pelle e ascolto quello che accade in me e intorno”, ha detto Luigi D’Elia. “Proprio ora che viviamo distanziati e con la mascherina, ora che i teatri sono chiusi, proprio ora che raccontare in un teatro vuoto ha tutta la forza del vuoto che questa storia lascia nella pancia. Il racconto non è la cronaca di un’accoglienza, non è il documentario dell’approdo, è luce su un tratto di storia che ci dice come siamo cambiati, cosa è diventata l’Europa e cosa siamo diventati noi nel grande blob comunitario. Cosa siamo oggi dopo tre decenni che hanno prodotto disincanto, depotenziato il sogno e aggiunto periferie a periferie. Mentre oggi un’ondata più strisciante e subdola, quella pandemica, ruba la scena al flusso dei migranti”.

Si comincia alle 15 con un focus nella trasmissione Zazà, su Radio Rai 3, mentre alle 18 inizia lo streaming video dello spettacolo dai canali Facebook di Nuovo Teatro Verdi, Teatro Pubblico Pugliese, Comune di Brindisi e YouTube Nuovo Teatro Verdi e alle 22.30 si replica in onda su Radio Rai 3 per “Il teatro di Radio 3”.
La compagnia INTI di Luigi D’Elia aderisce al Comitato “Storie di casa mia – sguardi dal marzo 1991” e invita a partecipare alla chiamata alla testimonianza e alle arti sui fatti del 91 disponibile dal 7 marzo sul sito www.oniricall.org