Quattro salentini a Las Vegas: l’innovazione firmata Weave

La start-up ha presentato a Las Vegas Weave 4.0, una nuova soluzione machine learning per scovare talenti e dare valore alle persone.

Tornare a casa non è un semplice cammino a ritroso. È mettere insieme tutte le esperienze, le piccole e grandi cose imparate nel viaggio, e dare loro un senso. “Creare da soli le condizioni non solo per tornare, ma anche e soprattutto per restare e per far sì che la partenza, di noi e di chi verrà dopo, non sia obbligatoria”, ci accoglie così, con una ventata di ottimismo e fiducia, anche se solo al telefono, Alessandro Persano, tra i fondatori di Weave Srl.

Weave nasce nel 2016 nel Sellalab di Lecce diretto da Angelo Tafuro, piattaforma di innovazione del gruppo Sella, creata per sostenere i processi di trasformazione digitale e open innovation delle imprese. La start-up, fondata da Alessandro Persano, Gabriele Perrone, Fabio Masillo e Alessandro Leo, si occupa di “scouting e sperimentazione continua delle tecnologie di frontiera”, ovvero di consulenza e innovazione digitale per supportare le aziende nella scelta delle soluzioni tecnologiche ed organizzative più vicine alle loro esigenze.

I quattro salentini sono volati, anche se solo virtualmente, alla convention del Consumer Electronics Show 2021 di Las Vegas, la principale fiera tecnologica al mondo dedicata all’elettronica di consumo, che quest’anno si è tenuta dall’11 al 14 gennaio, grazie alla segnalazione dell’Agenzia governativa per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che ogni anno seleziona un gruppo di Pmi e startup d’eccellenza nel campo delle nuove tecnologie e delle idee innovative.

L’azienda ha presentato a Las Vegas Weave 4.0, una soluzione pensata per le imprese e la pubblica amministrazione che, attraverso algoritmi di machine learning, ha l’obiettivo di valorizzare talenti, le singole persone, il loro lavoro e il loro tempo. Una condizione che, da Weave, è già realtà. L’innovazione qui, infatti, è anche nell’organizzazione del lavoro: “ben prima della pandemia, pratichiamo lo smart working, abbiamo dipendenti in tutta Italia”, spiega Alessandro. “Lavoriamo dal lunedì al giovedì, mentre il venerdì è dedicato ai progetti personali, che portano comunque crescita all’azienda”. E se la gestione del tempo è invidiabile, lo è anche quella dello spazio. “Il Comune di Melpignano ci ha consentito di prendere in gestione uno spazio vuoto, che abbiamo rimesso a nuovo a nostre spese”.

Uno degli ambienti dello spazio M23-coworking.

È nato così lo spazio di co-working M23, stanze luminose e ampie, arredo colorato, pareti bianche, luce e piantine verdi nelle aiuole, piantate dai ragazzi di Weave. Un vero e proprio hub, un incubatore di lavoro e idee che serve da quartier generale di circa 25 professionisti, provenienti dalle aree più disparate. “Le idee migliori nascono intorno alla macchinetta del caffè”, racconta, “in fondo qui al Sud abbiamo tutto quello che ci serve per il co-working: tanti spazi vuoti e tantissimi talenti“. Nasce davanti a un caffè, per esempio, l’idea del Lambda-kit del lampione di Calimera: un kit riproducibile con stampante 3D, ideale per essere messo in valigia o manipolato dai bambini, per costruire un vero lampione della festa delle luci di Calimera. “Durante i mesi della pandemia, invece, abbiamo lavorato molto con le amministrazioni comunali, implementando soluzioni digitali per le procedure burocratiche”. Tra queste, WellFood, applicazione per l’erogazione dei buoni spesa comunali messa gratuitamente al servizio dei cittadini.

L’innovazione va di pari passo con la formazione e lo scouting. “Crediamo molto nell’istituto dell’alternanza scuola lavoro”, continua Alessandro, “coinvolgiamo nei nostri progetti i ragazzi e le ragazze degli istituti tecnici della provincia”. Poco prima dell’emergenza sanitaria, lo spazio M23 si è trasformato in un vero e proprio hub di Google, con l’evento HashCode2020, accogliendo decine di ragazzi. “Abbiamo fatto realizzare interamente ai ragazzi, sotto la nostra supervisione, anche il sito del Comune di Melpignano”. E sono tantissime anche le occasioni di matching da Weave: “siamo sempre alla ricerca di talenti, di persone con abilità e competenze nuove”.

Un momento dell’evento HashCode dello scorso anno

In cinque anni, Weave è cresciuta, accogliendo professionisti da tutto il mondo negli spazi di M23. I dipendenti dell’azienda, nata con quattro unità, sono diventati dieci, “tutti con un contratto regolare e a tempo indeterminato”, dice fiero Alessandro. Il viaggio di ritorno a casa è appena cominciato e s’annuncia pieno di avventure.