Mangialardo rispolvera Urban Jungle per raccontare il Coronavirus

Il Coronavirus visto da Mangialardo

Nasceva circa dieci anni fa “Urban Jungle“, la “prima serie antropologico-metropolitana” ad episodi nata dalla allora esordiente, o quasi, “matita” di Hermes Mangialardo, regista e cartoonist, salentino, illustratore, videomaker, visual performer, autore di tanti lavori, di animazione e di videomapping, premiati in festival internazionali. E dieci anni, per il web, rappresentano una sorta di era geologica, nella quale ebbe non poco successo la sua prima stagione, finanziata da Mtv, diventata un piccolo fenomeno mediatico (ne parlarono tv, giornali, riviste e fu citata anche in alcune lezioni universitarie), dedicata ai vari personaggi della “fauna urbana”: dall’hippy al metallaro, dal punk al vegetariano, il discotecaro, lo scout l’emo, il raver e altri. Tutti raccontati con tono documentaristico, ripresi in maniera ironica e grottesca nelle caratteristiche comportamentali, preferenze nell’abbigliamento, abitudini sociali.

Riprende quel suo progetto il cartoonist salentino e, gioco forza, vista l’emergenza e la quarantena, il protagonista del suo nuovo “episodio speciale” non poteva che essere “lui”, il Coronavirus. Ecco quindi che si racconta di come si pensa sia nato, come si è diffuso e arrivato in Italia e nel mondo, con le indicazioni su quali comportamenti tenere per sconfiggerlo… tutte cose che si sanno, raccontate però alla maniera di Urban Jungle, in tre coloratissimi minuti.