Un voto per il Parco Archeologico Rudiae

Basta un voto per partecipare al concorso internazionale indetto da Tiqets e far vincere al parco archeologico Rudiae il titolo di "Best of the best".

Ph. Roberto Leone
Scade alle 17 di oggi, mercoledì 20 gennaio, il concorso internazionale GLOBAL WINNERS indetto da Tiqets, e c’è ancora tempo per votare per il parco archeologico Rudiae di Lecce e tentare di vincere il titolo di “Best of the best” e attirare l’attenzione di un pubblico internazionale su uno dei tesori nascosti del Salento.
Grazie al prezioso lavoro degli archeologi, oggi guide all’interno del parco archeologico leccese, Rudiae è fruibile grazie ad un accordo di promozione e valorizzazione stipulato tra la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Brindisi e Lecce e Archeologia Ricerca e Valorizzazione SRL – A.R.Va – spin off Unisalento in collaborazione con il Comune di Lecce, ed è stato già premiato come “migliore gemma nascosta italiana” tra le altre attrazioni di nicchia in concorso.
La vista del grande ovale nell’abbraccio degli ulivi è solo l’apice di una vera e propria passeggiata nel tempo di quegli uomini e quelle donne con i quali, in un modo o nell’altro, condividiamo le origini. Dal punto di accoglienza dei visitatori si procede lungo un sentiero che è già Rudiae, è già strada che i nostri antenati percorrevano quotidianamente nella città che diede i natali a Quinto Ennio, padre della letteratura latina. Il poeta che per le sue doti giunse a Roma al seguito di Catone il Censore, dove ottenne la cittadinanza, non mancò di ricordare i suoi natali in un verso: “Nos sumus Romani, qui fuimus ante Rudini” (Noi che una volta siamo stati di Rudiae siamo adesso cittadini di Roma).
Una sosta lungo il percorso permette di conoscere il tesoro nascosto del fondo Acchiatura, un nome fortemente evocativo che rimanda alle leggende salentine di ricchezze che avrebbero fatto la fortuna dei più ardimentosi. I primissimi ritrovamenti con gli scavi degli anni ‘50 vengono da qui: due strade basolate ortogonali, un tempio e i resti di una tomba ipogea precedente a questo, probabilmente di una famiglia nobile messapica.

Si prosegue ed ecco che il grande ovale di pietra si apre in tutta la sua magnificenza alla vista dei visitatori e il racconto procede a ritroso, sempre più lontano nel tempo, a quando in epoca messapica, in questo punto c’era solo una dolina carsica che raccoglieva l’acqua piovana per irrigare i campi e la depressione naturale sembrava proprio in attesa di accogliere un anfiteatro con i suoi ottomila spettatori.

Per votare nella categoria giusta, la penultima, è sufficiente cliccare su questo link e seguire le istruzioni: in palio c’è un anno di biglietti gratuiti per esplorare musei e attrazioni.