Trac, la residenza teatrale è digitale

Sono cinque i progetti vincitori del bando, che saranno coinvolti in una residenza artistica sino a marzo 2021.

Una immagine della scorsa edizione delle residenze.

Il teatro non ha nessuna intenzione di fermarsi. E lo dimostra il fermento creativo, la nascita di progetti originali, come gli spettacoli a domicilio o gli aperitivi teatrali con gli spettatori in diretta streaming. E anche la scrittura e le residenze artistiche. Sono cinque i progetti vincitori del bando Trac_Centro Residenze Pugliesi, rivolto a compagnie, artisti e performer residenti e operanti in Puglia, su oltre 40 progetti presentati, scelti dai promotori dell’iniziativa, ovvero le compagnie Bottega degli Apocrifi, Tra il dire e il fare/La luna nel letto, Cooperativa teatrale CREST, Factory Compagnia Transadriatica, Principio Attivo Teatro.

Ad aggiudicarsi la residenza sono Areté Ensemble e Gambaccini/Cipriani con Il dio del massacro, commedia scritta da Yasmine Reza sul complesso rapporto tra società, famiglie e genitori; l’Associazione Culturale Extraordinario del drammaturgo e attore Riccardo Spagnulo con il progetto Victor, basato sul racconto tratto da Trilogia della città di K di Ágota Kristóf; Collettivo Zeta con la performance multidisciplinare Verso di sé-Diverse; Giacomo Dimase con C’era una volta il Britney, spettacolo di narrazione “partecipata” per un solo attore sul tema dell’omosessualità e Francesca Santamaria con il percorso di ricerca A normal conversa(c)tion tra corpo e intelligenza artificiale.

Cinque progetti, uno per ogni teatro, da Novoli a Ruvo di Puglia, da Foggia a Bisceglie a Castellana Grotte, in una rete che unisce metaforicamente e non solo tutta la Puglia.

Una decisione non facile, vista l’altissima qualità delle proposte giunte al comitato, il quale ha deciso di premiare l’originalità e la multidisciplinarietà dei testi e delle opere. I vincitori hanno diritto a essere ospitati in una edizione speciale del bando, che prevede, in ottemperanza alle norme relative all’emergenza sanitaria, una residenza digitale che, cominciata lo scorso dicembre, si prolungherà sino al mese di marzo 2021. Durante la residenza, gli ospiti saranno seguito nel proprio percorso di ricerca e sperimentazione del linguaggio artistico, ma anche da appositi tutor specializzati in amministrazione, organizzazione e realizzazione degli spettacoli dal vivo, come Giorgio Testa della Casa dello Spettatore di Roma e i professionisti dell’impresa culturale Theatron 2.0.

Un’iniziativa, questa, che nasce nel 2008, anno di costituzione di Trac, le cui compagnie provengono proprio dall’esperienza delle residenze e dei teatri abitati, e hanno intessuto negli anni un dialogo proficuo e produttivo con i teatri stabili e la rete nazionale delle residenze artistiche. Un progetto che nasce dalla sinergia tra periferie ma guarda lontano e mira a costruire e consolidare buone pratiche della cultura.

Le cinque residenze vincitrici, assieme alle altre 8 stabilite precedentemente, formano il progetto artistico del centro di residenza Trac per il 2020. Tutte le informazioni sul sito www.tracresidenzeteatrali.it