Su il sipario alle Costantine

Nell'oasi operosa e verde de Le Costantine, a Casamassella, appuntamento con il teatro d'autore all'aperto.

C’era una volta una famiglia, c’erano un piccolo paese e un castello. C’era un albero genealogico, pieno di gemme e di boccioli. C’era un sogno condiviso e ancora c’è, rigoglioso di fiori e di frutti. Poco più di mezzo secolo fa, cominciò a prendere forma il luogo che oggi tutti conoscono come “Le Costantine” a Casamassella: un’oasi verde in cui si pratica un’agricoltura rispettosa dei ritmi della natura, si ospitano i giovani con particolare attenzione alle disabilità e si tessono filati pregiati su imponenti telai di legno, immaginata e poi creata da due donne visionarie e geniali, Giulia e Lucia Starace e da Lucia de Viti de Marco.

Arrivano da qui alcune delle preziose stoffe esibite in mondovisione durante la sfilata di Dior della scorsa estate. Varcato il cancello, campi coltivati si estendono a destra e sinistra, con i filari ordinati e folti di ciuffetti; sullo sfondo un bosco di lecci, dall’altra parte l’albero di giuda, un pozzo bianco di pietre, panchine semplici fatte di conci e piccoli aratri, ormai stanchi, che segnano il percorso. E poi tanti agrumi, la quercia vallonea, le arnie delle api, l’aia e gli odori delle erbe aromatiche. Piuttosto vicine tra loro, tra i muretti a secco e le piante più basse compaiono la “Casa Padronale” e la “Casa di Ora”

Sede di corsi di formazione, la fondazione è a tutti gli effetti una grande famiglia, magnanima e laboriosa come quella da cui provenivano le donne fondatrici; chi ne fa parte si adopera quotidianamente per fare del bene, con la gioia e la serenità di chi porta avanti una missione, forte di una storia centenaria, nel nome della natura e della bellezza. 

E l’oasi operosa e verde delle Costantine è anche cornice di numerosi eventi estivi, tra cui gli appuntamenti di giugno di Principio Attivo Teatro, che cominciano sabato 12 con “Digiunando davanti al mare”, un racconto sulla figura di Danilo Dolci di recente vincitore del Premio Teatro per la memoria del Museo Cervi di Reggio Emilia, che vede in scena Giuseppe Semeraro diretto da Fabrizio Saccomanno.

Sabato 26 giugno l’appuntamento è con “Preghiera del mattino, il culo delle donne nella Bibbia” un racconto che attraversa alcuni testi dell’Antico Testamento, che vede in scena Silvia Lodi con la regia di Giuseppe Semeraro e la scrittura di Valentina Diana.

Costo del biglietto euro 5. Gli spettacoli sono per un numero di posti limitato e si consiglia la prenotazione al numero 338/6709680, 327/7372824. Il progetto Finibus Theater è sostenuto dall’Avviso pubblico “Periferie al centro” Regione Puglia e coordinato da Teatro Pubblico Pugliese.