Morti contemporanee

Illustrazione di copertina di Valeria Puzzovio

In molti, tra gli scrittori, hanno subito il fascino della nera signora. Da Edgar Lee Masters, con la sua ineguagliata Antologia di epitaffi, alla poetessa Dorothy Parker con il suo inventario di suicidi, al salentino Salvatore Toma, con il suo Canzoniere, la cui eco riecheggia, anche con un intenso omaggio, all’interno di “Piccole storie finite male”, l’ultima uscita di Walter Spennato, che mette fine alla quadrilogia dedicata agli omicidi commessi con la penna. Anzi, meglio dire, femminicidi.

Sì perché Spennato, imbastendo un libro che si legge come un vinile, e si consuma tutto d’un fiato, ribadisce più volte il triste primato dell’Italia, dove ogni due giorni una donna perde la vita e, complice la deformazione professionale da sociologo, prende di mira l’attualità e la sciagurata epoca contemporanea, dove si muore per un selfie e, forse, in un futuro non troppo lontano, l’esecuzione di un umano si potrà ordinare su Amazon Crime.

Proprio come in un cd, tra un attentato e una strage, ci sono tracce nascoste, piccole perle preziose e anche una inaspettata track dal vivo, da ascoltare e immaginarsi, come una volta, a teatro.

Walter Spennato, Piccole storie finite male, Besa editrice