L’altro volto di Porto Miggiano

Lì dove scogli e persone si appartengono, Porto Miggiano, baia delle meraviglie dove le rocce si rincorrono a precipizio sul mare.

Porto Miggiano

Per chi tra quelle onde ha imparato a nuotare, annaspando nell’acqua gelida, il tratto di costa che da Porto Miggiano corre fino a Punta Pilane (specifica doverosa per i puristi autoctoni) ha da sempre un profilo materno: un’espressione apparentemente dura, un cuore brullo e selvaggio, due braccia rocciose e un grembo, morbido e accogliente, su cui sedersi e ammirare le rocce che, da Andrano a Castro, si rincorrono a precipizio sul mare.

Poco importa se il tempo e l’uomo hanno cambiato i tratti e aperto ferite, perché il profilo di Porto Miggiano, in fondo, è rimasto immutato: un’anima bella e fragile che sfugge senza svelarsi, quasi mai, nella sua interezza, poiché per conoscerla davvero occorre spingersi, perdersi tra rocce nude e disegnare nell’acqua una mappa che, tra calette e insenature, conduce a suon di bracciate a scoprire tutte le sue meraviglie.

Per arrivare bisogna seguire la vetta obliqua della cinquecentesca Torre Miggiano, mentre si percorre a mo’ di giostra la litoranea sinuosa che scorta al parcheggio. Sulla destra, alla fine della strada, si svela la baia con le sue acque verdi e un pugno di sabbia incastonata tra le rocce. Una recinzione e un cartello “pericolo caduta massi” ne vietano l’accesso e tanti, disorientati, vanno via convinti che tutto finisca davanti a quel divieto. A loro, a tutti, sarebbe bello raccontare che un’altra faccia di Porto Miggiano c’è, esiste, ed è lì a qualche passo in più dalla piccola e famosa baia dall’acqua smeraldina, reduce da sequestri e annose vicende giudiziarie. Poco più in là quel prezioso e deturpato tratto preso d’assalto da chi non comprende che, a volte, la bellezza è tale perché inaccessibile, Porto Miggiano cambia, mostrando, forse, il suo volto più autentico.

Arrivati ai piedi della Torre, ci si ritrova in battaglia con antichi predoni e, con il guardiano alle spalle, si prosegue il cammino calpestando le orme dei locali. Di fronte, il porticciolo e la “piattaforma”, un tratto di scogliera spianato per gli amanti del sole e degli ingressi morbidi in acqua. Sulla sinistra, un deserto roccioso dove dune calcaree disegnano vallate e alture che danno inizio al tratto di costa conosciuto dai locali come Punta Pilane e dal resto del mondo semplicemente come Porto Miggiano. Si avanza senza fretta, accarezzando la roccia con la stessa dolcezza che le ha riservato il mare, suo abile scultore. Ci si addentra, scivolando nel ventre e arrampicandosi sulle vette, luogo d’ispirazione per i poeti. Il sentiero scorta fino alla splendida piscina scavata dall’uomo e inglobata dal mare, dalle cui aperture si intravede il blu Porto Miggiano.

Seduti sulle alture ci si accorge subito che, qui, scogli e persone si appartengono: la piscina ospita battute di pesca e lezioni di nuoto per i più piccoli, prima del battesimo nel “mare grande”; gli scogli sulla destra sono abitati dalle signore del posto intente a scambiarsi preziosi consigli culinari; le vallate sono per gli amanti della tintarella; le maxi-alture per le gare di tuffi dei più giovani. Solo dopo aver scrutato come falchi il territorio, ci si può immergere nell’acqua, gelida anche ad agosto, attraversare i colori, esplorare il fondale e assaggiarne il gusto: quella sapidità resterà a lungo sulla pelle. Una volta preso il largo puntando i faraglioni, in 20 minuti ci si ritrova faccia a faccia con la piccola baia dove, fino a qualche anno fa, ci si spingeva a nuoto, per il gusto di sorprendersi, ogni volta, di fronte a tanta meraviglia.

Rientrati a riva, si aspetta il tramonto vicino allo scoglio dei pescatori, alle spalle della piscina, senza interromperne il silenzio sacrale. E quando il cielo si tinge di rosso, inizia lo spettacolo delle luci che, una dopo l’altra, si accendono e illuminano Castro. Solo allora, dopo aver sconfitto predoni, assistito a battesimi acquatici, attraversato il deserto roccioso e ritrovato il piacere della scoperta, si potrà raccontare a tutti di avere conosciuto, davvero, il profilo di “mamma Miggiano”, di averne visto l’anima, così bella e maledettamente fragile.

DOVE SI TROVA Porto Miggiano si trova nel territorio del comune di Santa Cesarea Terme ed è raggiungibile percorrendo il litorale adriatico lungo la SP358.

MODALITÀ DI ACCESSO Il punto più famoso di Porto Miggiano è la minuscola insenatura di ciottoli e sabbia preclusa alla fruizione per diversi anni per via di un’inchiesta sui lavori effettuati sulla parete rocciosa. Nonostante il divieto di accesso e l’effettivo pericolo di caduta massi, sono in tanti a ignorare cartelli e transenne. Basterebbe fare qualche passo in più verso l’accesso al mare in direzione della torre, per godere dello stesso mare ma in modo più rispettoso e sicuro.