Tornare sensuali e istintivi: la poesia conforta la paura

La casa editrice AnimaMundi di Otranto raccoglie poesia ed emozioni per resistere all'isolamento con l'antologia "Sulla Paura".

Il poeta Franco Arminio
Il poeta Franco Arminio

Parla di paura ma non spaventa. La rassicurazione è nel sottotitolo “Parole in soccorso ai tempi del coronavirus”. “Sulla paura” edito da AnimaMundi, storica casa editrice ed etichetta discografica di Otranto, che proprio lo scorso marzo avrebbe dovuto inaugurare la nuova sede, è un piccolo manuale per vivere questo tempo di isolamento, terribile e inquieto, come un dono prezioso, un momento unico per guardarsi dentro e prendere atto della fragilità dell’essere umano.

“Approfittiamo di queste giornate in cui i movimenti esterni sono sconsigliabili per muoverci all’interno di noi stessi”, suggerisce Franco Arminio, poeta e scrittore. Il libro non è in vendita “riteniamo che non si possa speculare su questioni che riguardano la vita di tutti in un momento di emergenza”, dichiara l’editore in una nota in fondo al testo. Si può, infatti, scaricare dal sito animamundiedizioni.com o, quando sarà possibile, ritirare la copia cartacea in casa editrice, gratuitamente.

L’edizione si amplia settimanalmente di nuovi contributi, poesie e riflessioni di poeti, scienziati, filosofi, scrittori ciascuno con la propria visione della vita, osservata da un punto di vista privilegiato: l’interiorità. Senza retorica, né banale ottimismo, gli scritti selezionati conducono all’essenza dell’esistenza. Dalle parole universali e senza tempo di Rilke, Weil, Einstein, Yeats o Cristiane Singer a quelle della pedagogista Sara Costanzo o del poeta e scrittore Davide Rondoni e molti altri, affiorate con l’epidemia del coronavirus e il conseguente “stato di panico e di paura che si propaga sempre di più”, come scrive Giuseppe Conoci, fondatore di AnimaMundi.

La copertina dell'antologia
La copertina dell’antologia

“Siamo impastati di paura” è il titolo di una poesia di Marco Guzzi, il virus l’ha liberata portando con sé un messaggio che invita al cambiamento. Occorre cogliere l’occasione per ascoltarla, la paura, e riflettere su uno stile di vita insostenibile, dominato da un modello economico che dimentica i veri bisogni umani. “Le grandi crisi ribaltano le ‘piramidi dei bisogni’. Tutte le civiltà lo hanno sempre saputo, quella capitalistica lo aveva dimenticato, speriamo lo reimpari dal dolore di questi giorni”, si augura l’economista Luigino Bruni e aggiunge “un ‘male comune’ (virus) ci ha insegnato improvvisamente cosa sia il ‘bene comune’, la solitudine forzata ci ha insegnato il valore e il prezzo delle relazioni umane, la distanza superiore al metro ci ha svelato la bellezza delle distanze brevi”.

Ma è la paura della morte la vera angoscia che attanaglia gli uomini, ed è Franco Arminio a prenderla di petto, con pensieri limpidi va dritto al punto: “Dobbiamo usare queste drammatiche giornate per interrogarci sul nostro rapporto con la morte e con il mistero”. Bisogna disinnescare il meccanismo della rimozione, invecchiare e morire fanno parte della vita è bene parlarne e poi scuoterci, mobilitando le energie dell’eros, spiega, “Dobbiamo tornare sensuali e istintivi, riprendere il vigore che hanno gli alberi che stanno per fiorire”. “Sulla paura” è un libro pieno di luce e di vita, vita autentica, e di gioia per la riscoperta. Ogni riflessione squarcia l’anima e la ripara, ogni parola tampona e cura le ferite sanguinanti. E se il distanziamento sociale si fa troppo duro, l’astinenza dai baci e dagli abbracci è insopportabile, la poesia interviene a lenire il dolore: “Noi ci tocchiamo.
/ Con che cosa? /
Con dei battiti d’ali. /Con le stesse lontananze ci tocchiamo.” (Reiner Maria Rilke).