Sitàri, il buono della terra

Gesti lenti, carichi di un’antica sapienza, misurati sulla forza e la volontà dell’uomo. È come un rito, che si ripete ogni anno e poi ogni giorno. Si prepara la terra generosa che come un ventre caldo accoglie i semi da cui germoglia il grano, sitàri in griko, che poi diventa farina (Lèvvri), che diventa pane (Zzomì) quotidiano. 

Lo racconta il documentario “Sitàri – dalla terra il pane” di Walter Stomeo, presentato sabato 24 in occasione dell’evento “Lèvvri (Farina) – Dialogo intergenerazionale” al Parco Palmieri di Martignano. L’incontro è la tappa di chiusura del progetto “Sitàri” dell’associazione Folkolore e si è svolto alla presenza degli alunni della scuola primaria di Martignano, nel segno di uno scambio generazionale che mira a rinsaldarne il legame, coltivare la memoria storica, trasmettere la conoscenza del patrimonio culturale e linguistico della Grecìa salentina e fecondare nei più giovani lo spirito identitario e la necessità di mantenere viva in futuro la lingua grika. 

Ed è proprio il griko il protagonista del documentario, una lingua di origine greco-bizantina tramandata oralmente sino ad oggi, che da sempre echeggia nel duro lavoro dei campi, evocativa di un mondo arcaico che rischia di andare perduto. L’idea di imprimere su pellicola il racconto della sapienza che si cela dietro la coltivazione del grano è di Leonardo Greco, esponente della comunità grika di Martignano e zio del regista Walter Stomeo. Così nel 2016 sono iniziate le riprese, durate a lungo: Narduccio e altri anziani contadini hanno messo insieme i pezzi di una grande storia collettiva, che dalla semina del grano al pane testimoniano come si stava al mondo, con il rispetto e la riconoscenza che si deve alla terra e alla fatica.

“Quando la frisella ha la mollica aperta vuol dire che è cotta. Un tempo c’erano molti forni in paese e si sentiva il profumo del pane. Tutte le mattine mentre andavamo a scuola dicevamo: Ah come profuma di pane, mamma mia che bontà!”, diceva Narduccio. Con il pane caldo tra le mani il ciclo si chiude. Ora, come da millenni, tutto può ricominciare.

Durante le fasi di lavorazione del documentario sono venuti a mancare Pantaleo Bray, Pantaleo Greco e da ultimo Leonardo “Narduccio” Greco. A loro è dedicato l’intero progetto.

Qui il trailer.