La cattedrale verde: dalla visione all’autocostruzione

Giunge al termine, il secondo atto del progetto La Terra Matta, a cura del Parco Paduli, con l'inaugurazione del maestoso rifugio autocostruito nel cuore dell'antico uliveto.

La cattedrale durante la sua costruzione

È questo il tempo delle cattedrali, quelle che si ergono con tenacia e fiducia nel futuro, quelle che, in mezzo a un deserto, indicano la direzione e la via. È stata inaugurata ieri la sontuosa cattedrale verde, frutto del secondo atto del progetto La Terra Matta a cura del Parco Paduli, che coltiva l’arte dell’immaginazione per ridare forma e senso a un paesaggio, quello salentino in generale e delle terre di mezzo tra San Cassiano e Nociglia in particola, devastato dal fenomeno xylella e anche dall’emergenza incendi.

“Durante La Cattedrale Verde abbiamo avviato una riflessione collettiva sull’abitare sostenibile inteso come diritto di tutti gli esseri, umani compresi, a condividere lo stesso pezzetto di terra. Abbiamo iniziato il workshop di land art con un’escursione a piedi nel Parco per svelare le leggi che regolano i rapporti tra gli artefatti, come rifugi, le tane, i nidi, e la natura che li circonda, i pericoli e le minacce che gli esseri animati e non che li abitano corrono tutti i giorni”, raccontano gli organizzatori.

È una trama fitta fitta di rami intrecciati, ha le forme sinuose di una cupola e una guglia che svetta verso l’alto, la cattedrale, un luogo simbolico quasi, di riconciliazione tra l’uomo e la natura, un rifugio interamente autocostruito, dove ci si sente accolti e parte integrante del bosco.

L’escursione nel parco
Al workshop, hanno partecipato anche quindici studenti e studentesse del corso di  architettura del Liceo artistico “Nino Della Notte” di Poggiardo, le beneficiarie del programma d’accoglienza Sai – San Cassiano coop Ad Astra, i beneficiari del programma d’accoglienza Sai – San Cassiano coop Rinascita, e gli iscritti al workshop, coordinati dagli artisti Oscar Dominguez e Matteo Lucca, mentre gli studenti di design sono stati guidati dal collettivo internazionale di giovani architetti e urbanisti 20XX, che ha avviato 20XX PADULI PARK, uno spazio ludico-creativo dove realizzare un affresco visionario e collettivo sull’abitare futuro nel Parco Paduli, un luogo paradisiaco, forse utopico, in cui tutti gli esseri condividono armoniosamente lo stesso pezzetto di pianeta. Una serie di visioni, immaginazioni, sogni per immaginare il futuro, da qui al 2200, allestiti presso il MIAB di San Cassiano. Creazioni post-apocalittiche, desiderio e anzi vera e propria esigenza di pensare e progettare il futuro per poterlo vivere.
“L’autocostruzione di un nuovo rifugio per uomini e bestie diventa manifesto politico di una nuova visione del mondo, dove l’atto dell’agroforestare risulta essere la primaria forma di rigenerazione del territorio“.