In quel tempo sospeso

Scritto la scorsa primavera, l'ultimo libro di Simona Cleopazzo ci racconta del tempo sospeso del lockdown con sei vite di donna.

“Un presente, singolare, femminile. Un disincanto di cui non riesco a fare a meno. Un umano e fallibile destino. La verità diventa nome proprio di persona”. Irene, Grazia, Simona, Rosi, Anna, Silvia: sono sei, le donne raccontate nei taccuini di “Questi giorni”, ultimo libro di Simona Cleopazzo, concepito nel tempo sospeso della scorsa primavera, quando “la storia ha preteso un posto d’onore, ha annullato la geografia”, costringendo l’anima a ricominciare dalle priorità, a finire tutto e a ripartire dal non detto, finalmente scritto.

Vite quotidiane, tra maglioni di lana in ammollo e ceci sul gas, tra colletti di bambina e fabbriche d’amianto, impegni politici e segreti di famiglia, in questo Sud “bipolare e stronzo”, aprono una porta, sfidano la crepa e diventano letteratura, quella di cui si ha bisogno per vendicarsi della realtà, e offrono un’alternativa nuova, che non sia solo speranza o resilienza, “che orrore queste parole!”.

Cleopazzo tratteggia sei parabole al femminile tra il passato e l’incertezza del presente, spingendosi oltre, ricercando nuovi elementi linguistici, necessari per raccontare tempi inediti. Il personale diventa politico, come insegna la vecchia scuola femminista, e colpisce dritto al cuore.

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