Il vivere meridiano di Rina Durante

La casa editrice AnimaMundi inizia la ristampa di tutte le opere di Rina Durante. Prima uscita, il suo unico romanzo, "La Malapianta".

Un “fermo immagine, testimone della fine di un’epoca”. Una scrittura sul “male di vivere” meridiano, quando ancora il Salento da cartolina non era stato immaginato, e il paesaggio aveva i colori della terra rossa arsa e del bianco dell’umidità sospesa nell’aria. La famiglia Ardito, un cognome che quasi sbeffeggia la pochezza del vivere di un entroterra salentino che sembra maledetto, dove il mare è invisibile, orizzonte lontano e irraggiungibile, privilegio per pochi, e la lotta per la sopravvivenza è una battaglia infame e meschina per un po’ di campagna da coltivare.

È una pietra miliare della storia culturale salentina, “La malapianta”, romanzo quasi neorealista ma inevitabilmente legato all’interrogativo esistenziale, atto unico della narrativa di Rina Durante, che ha poi dedicato il suo intelletto ad altri studi, restando sempre fedele alla “questione meridionale” e alla lotta contro l’uso acritico del folklore. A lungo introvabile, adocchiato di tanto in tanto negli antiquari o custodito gelosamente in alcune librerie personali, AnimaMundi ne ripropone ai lettori la versione originale, edita inizialmente da Rizzoli, quella con cui Durante vinse il premio Salento nel 1964, corredata da un prezioso apparato critico, tra cui uno scritto dell’autrice, apparso per la prima volta nell’Almanacco Salentino, e un ricordo di Massimo Melillo, curatore del volume, giornalista e suo caro amico.

Una colonna portante, non solo della nostra letteratura, ma dell’identità e delle radici di una terra e di un passato che i salentini, “immersi nell’infinita periferia d’Italia e d’Europa”, non possono dimenticare, anche se di quel mondo oggi restano solo gli echi. Qui si ritrova il senso di quello che siamo. O cerchiamo di essere, nel più intimo dei pensieri.