Frigole: l’indole di un luogo

Nessuna didascalia, nessuna firma, neanche una parola. Solo immagini. “Frigole” è il bel volume fotografico edito dal collettivo ArgentoVivo composto da Loredana Cocola De Matteis, Giancarlo Greco, Carmelo Roberto e Samuele Vincenti. Se a un leccese si dice “Frigole” ci si sente rispondere “mare”. Ma per chi è di “queste parti”, sfogliare lentamente queste pagine è una piccola rivelazione che fa affiorare un mezzo sorriso dovuto al senso di familiarità ed empatia.

Alle fotografie è affidato il compito della narrazione del borgo alle porte di Lecce che ha molto più dei camerini in muratura dei lidi sulla spiaggia. Tra le pieghe dell’ordinario, o della noncuranza toccata in sorte alle periferie del barocco, queste immagini educano lo sguardo a una bellezza sospesa, invitano ad avere “occhi nuovi” per sfuggire al bello per antonomasia a vantaggio di un incanto insito e più profondo. Sono fotografie dove soggetto, inquadratura e taglio contano, sì, ma non sono tutto. C’è molto di più. C’è la sensibilità di una narrazione autentica attraverso i volti degli abitanti, degli edifici incompiuti, dell’eternit sui tetti, degli usci serrati, del vezzo pomposo degli interni delle case. C’è l’estrema eleganza di un anziano seduto al tavolo di cucina. Guarda dritto nell’obiettivo con aria pacifica e disarmante. Intorno a lui ogni cosa è dignità. Sembra essere e rappresentare l’indole di Frigole: “Una comunità radicata, fragile ma orgogliosa” in attesa di rinascere.

Perché è vero che le città, i paesi, i luoghi hanno un’anima e le foto di questo libro ne catturano addirittura l’indole con delicatezza ed estremo riguardo.