Riflessi sui muri e punti di luce colorata, gli specchi rilanciano il gioco. Chi si trova nel mezzo “si sente festeggiato”, perché da sempre le luminarie dei fratelli Parisi sono questo: festa. Fin da quando il termine “luminarie” indicava proprio i “lumi in aria”, le luci alzate al cielo verso i santi il giorno della loro ricorrenza.

Le luminarie dei fratelli Parisi, a Taurisano, sono vive da ben sei generazioni, dalla fine dell’Ottocento, passando di padre in figlio fino al nonno Torquato, al padre Sabino e ai fratelli Rocco e Torquato. Una storia e una maestria tutta meridionale che lo scorrere del tempo, e l’estremo rigore nel non abbandonare mai il solco della tradizione, non hanno scalfito né tantomeno snaturato.

Se ne può leggere l’origine nero su bianco in un documento custodito dalla famiglia datato 12 giugno 1876: “Nel giorno di domenica ultimo scorso 4 del corrente mese ricorrendo la festa dello statuto si fece parare la pubblica piazza e la sera illuminarla dal paratore Sabatino Parisi perlocché si promise allo stesso il compenso di lire 25”. Da allora tutto è cambiato.

I maestri paratori salentini si sono fatti conoscere in tutto il mondo e grazie alla tecnologia si è trasformato anche il modo di lavorare ma, mai, l’effetto e l’atmosfera creati dalle loro luminarie che hanno deciso di non arrendersi alla fredda luce dei led. “Quando le luminarie sono nate, le strade dei paesi e le piazze brillavano di una luce calda e accogliente”, dice Torquato spiegandone la scelta, “con forme aggraziate e semplici accoglievano i santi e i devoti al loro seguito. Quello che si vede oggi, invece, è solo una giostra. Le luci sono abbaglianti e trasmettono un senso di alienazione”.

Diverso il discorso per il design d’interni. È la nuova vita delle luminarie, “oggetti di luce” che con le tradizionali parature hanno in comune la manifattura ma non certo “l’anima” e il calore dei frontoni, dei lampadari, dei rosoni, delle gallerie, delle spalliere, dei candelabri innalzati nei paesi salentini per le feste patronali. “Quegli elementi sono tipici delle parature per le feste dei santi. Sono un’altra cosa”, tiene a precisare Torquato, “in questi oggetti di design, invece, il concetto, l’idea, lo studio alla base sono completamente diversi”.

In questo caso è come se la luce, con la complicità dell’ombra e dei riverberi di colore, parlasse un altro linguaggio: “La bravura è farti vedere la forma attraverso la luce. Disegnare con la luce”. Diversi per questo anche soggetti, stile e sagome che si accendono all’interno di una casa. Niente ghirigori barocchi e slanci gotici, i motivi non tradiscono le origini ma le reinventano e le valorizzano nelle pale di fico d’India, nel fiore e mezzo fiore, nelle farfalle, nel sole.

Adagiati su un mobile o semplicemente appese al muro, i profili bianchi hanno già una loro intrinseca eleganza poi, basta premere l’interruttore e la piccola magia si compie: il ricamo bianco si illumina e quel “chiacchierino” di luce prende vita in tutto il suo fascino, proprio come quella memorabile sera in cui le luminarie dei fratelli Parisi fecero da sfondo, in piazza Duomo a Lecce, alla sfilata della maison Dior.

Solo uno dei tanti traguardi dei paratori salentini che hanno con tanta fatica e altrettanta perseveranza, protetto e perpetuato gli elementi della tradizione e, al contempo, saputo rinnovarsi in chiave contemporanea. Il mancato equilibrio tra queste due diverse anime delle luminarie avrebbe appeso al muro qualcosa di posticcio e “di poesia cagionevole”. La tradizione c’è, la si avverte accarezzando con lo sguardo queste opere di design, ma è come l’eco della festa di una santa venuta dall’Oriente: protettiva, discreta, preziosa e all’origine di tutto.

INFO E CONTATTI: l’azienda dei fratelli Parisi si trova a Taurisano in corso Umberto I. Tel. 335/6364295. www.fratelliparisi.it info@fratelliparisi.it