Confessioni di un runner

Fausto Romano, di origini galatinesi, imbastisce “Corro da quando”, una raccolta di venti spaccati di vita, confessioni di runner inguaribili, storie di e sulla corsa.

Fausto Romano - Ph. Eva Parmenter

“Non correre, che sudi”, comincia così, con l’ingiunzione materna che ogni bambino salentino conosce benissimo, l’ultimo libro di Fausto Romano, classe 1988, originario di Galatina, autore, attore, regista, ma soprattutto cantastorie, di quelli che, per vocazione e passione, s’imbattono in frammenti di vita incredibili e hanno il talento per raccontarli.

A cominciare dalla genesi del libro stesso: Romano, infatti, giunge in terra portoghese per una mezza maratona ma l’avvento del Covid manda a monte i piani sportivi. Un isolamento fecondo, quello dell’autore che, sulle rive del Tejo, continua ad allenarsi e intanto imbastisce “Corro da quando”, una raccolta di venti spaccati di vita, confessioni di runner inguaribili, storie di e sulla corsa, veri e propri colpi di fulmine e indimenticabili prime volte.

Da Fra Fabio, che infila le scarpette tra una lode mattutina e una messa per ritrovare Dio ad Albertino e Massimino, un paio di occhi e due paia di gambe, che corrono insieme in nome dell’amicizia, fino a Tommi, anni 21, che nella corsa spera di ritrovare Eva, prima fiamma, andata letteralmente in fumo. O Simona che, nel rumore dei piedi sull’asfalto, cerca la presenza del suo amico a quattro zampe.

Da Franco, 80 anni, a Chicco, solo 23, una cosa accomuna questi venti infaticabili corridori: la voglia di sentirsi vivi, in movimento, di correre dietro a un briciolo di vita, proprio come Vito, che sopravvissuto a una sparatoria, si rimette in sesto solo per correre con suo figlio Nicolò. Commovente, esilarante, rocambolesco, un libro che “si legge di corsa” e che della corsa fa anche venire voglia.

FAUSTO ROMANO, CORRO DA QUANDO, FAUST EDIZIONI, PP. 188, EURO 12