C’è chi arriva e c’è chi resta

La giornalista Giorgia Salicandro racconta le storie di chi è arrivato, e ha trovato dimora, nel tacco d'Italia.

Giorgia Salicandro - Ph. Antonio Leo

Ammorbati ormai totalmente dal pubblico dibattito (che, il più delle volte, definire “dibattito” è davvero lusinghiero) su migranti e migrazioni, paure ed emergenze, diffidenze e piaghe sociali, spesso ci si scolla totalmente dalla realtà.

Ci si allontana da quel che accade nella vita di ogni giorno per intorpidirsi con luoghi comuni e idee che trovano poco o pochissimo riscontro nel quotidiano. Giorgia Salicandro, nel suo libro “I nuovi salentini”, smonta i riflettori delle luci del varietà e schiarisce la vista, raccontando le storie e i sogni di lavoro, di dignità e di fatica di chi ha trovato nel Salento la sua dimora, di chi ha fatto di questo luogo una scelta di vita. Senza eroismi, senza esaltazioni, senza spettacolarizzazioni.

Quasi come in una piccola “Spoon river” dei vivi, l’autrice passa in rassegna, capitolo per capitolo, in questo volume che rientra nella collana “Testimonianze e esperienze delle migrazioni”, a cura della Fondazione Migrantes, le avventure di John Duggan, architetto e artigiano di Sacramento che si divide tra lavori di decoro e un B&B a due passi da Santa Croce, a Lecce; Ian Black, fotografo londinese che ha trovato in piazza Salandra, a Nardò, il suo equilibrio ideale; Keruthika Thillaivasan, venditrice di spezie dello Sri Lanka; Maykel  Coffiny, ballerino cubano che insegna i suoi passi e si divide tra il capoluogo e Porto Cesareo; Ivan Banderblog, regista e musicista russo che vive nelle campagne di Frigole con la moglie e i biondissimi figli; Maria Eugenia Verdaguer, insegnante che dall’Argentina si è spostata a Carovigno.

E ancora tantissimi altri, anche più famosi, come Norman Mommens e Patience Gray nella “mitologica” masseria Spilogizzi o Alina Kalczynska e Vanni Scheiwiller nella dimora di Otranto. A ricordare, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che un territorio è fatto da chi arriva e da chi parte. E che, soprattutto, “nessuna patria ha il cuore”.

GIORGIA SALICANDRO

I NUOVI SALENTINI

PP.120, EURO 10 TAU EDITRICE