Brindisi: la porta d’Oriente dove riposa il mistero dei Crociati

Tra le stradine del centro storico di Brindisi, sorge il tempietto dedicato a San Giovanni al Sepolcro. Qui, indisturbata, riposa la storia che da millenni racconta il mistero dei Crociati.

Ph. Brundarte di Francesco Guadalupi

Ovunque si posi lo sguardo, c’è una storia in attesa di essere raccontata. Dal portale ai resti degli affreschi, dal misterioso piano di sotto fino alle colonne. Sembra contenere in sé il cosmo intero, il tempietto di San Giovanni al Sepolcro, che giace nel cuore della città vecchia di Brindisi, protetto dalle stradine basolate. Un edificio rivolto a est, che dialoga con la Rotonda dell’Anastasis, all’interno del complesso costantiniano del Santo Sepolcro di Gerusalemme, di cui rappresenta la copia più fedele esistente.

Basterebbe sapere questo per volerci mettere piede, nel luogo simbolo della Brindisi porta d’Oriente, capolinea della “regina viarum”, la via Traiana, che insieme all’Appia antica, fa- cevano di queste lande un porto mercantile e una città strategicamente preziosissima. I Normanni vi giunsero nell’anno Mille e proprio in quest’epoca è stato innalzato il tempio, che serviva da base e quartier generale per i Crociati. Lo stesso Federico II di Svevia, dopo aver sposato Isabella di Brienne nello splendido duomo brindisino, salpò dalle Puglie in direzione di Gerusalemme per partecipare alla sesta crociata. Con gli occhi vaganti sull’Adriatico, sui velieri mercantili e i vascelli da guerra, immaginare l’imperatore illuminato, il “Puer Apulia”, passeggiare per queste strade è come fare un salto indietro nel tempo. Dimenticando l’architettura, a tratti improbabile e decisamene poco armoniosa, della città nuova, che preme sul centro storico, quasi a reclamare più spazio.

Come Sherazade, il portale stesso racconta una storia dopo l’altra. Partendo dal basso a sinistra, e seguendo il profilo delle sculture con il dito, metamorfosi animali e umane, motivi vegetali, episodi biblici e mitologici, scene di combattimento si rincorrono l’uno dopo l’altro, tessendo con trame di pietra scolpita mille e una storia. Cibele seduta su un leone, una Nereide che doma un mostro marino, serpenti, aquilotti, grifi ed elefanti, in un raffinato bestiario ricamato in punta di scalpello, al quale fanno da guardia i due leoni stilofori, posti all’ingresso. All’interno del tempio, sono tanti i dettagli significativi, tipici di un tempo in cui l’architettura, la pittura, la scultura avevano la funzione suprema di trasmettere la conoscenza e la verità divina.

Il tempo delle cattedrali, come diceva Victor Hugo, quando la pietra era foglio bianco per scrivervi l’universo. Dai capitelli, si sporgono volti umani, incorniciati da foglie d’acanto, mentre le pareti rivelano tracce e strati d’affreschi, che da soli custodiscono un prezioso patrimonio di storie. Purtroppo sono pochi quelli ancora visibili, tra cui spicca un particolare San Giorgio a cavallo, raffigurato due volte, con il destriero che, come in un’illusione ottica, sembra spostarsi da destra a sinistra. E poi ancora San Nicola, il Santo Vescovo, la Madonna col Bambino, il Crocifisso, figure che, sbiadite dai secoli, come ologrammi, popolano le pareti del tempio. E sempre la pietra aveva un valore propiziatore e apotropaico: i tanti graffi che segnano le colonne sono i tagli delle spade dei crociati che, a cavallo, prima della partenza per la Terra Santa, pensavano d’accattivarsi la fortuna infuriandosi contro i busti di marmo.

Gli strati della storia continuano anche nel “seminterrato”. L’apertura al centro lascia intravedere i resti di una domus romana e quel che rimane del raffinato pavimento a mosaico, solo un assaggio delle ricchissime reliquie che il passato ha regalato a Brindisi. Il viaggio poi continua, uscendo dalla porta laterale, l’antico portone occidentale, un tempo il più importante, dove una sofisticata greca cinge ancora l’ingresso. Varcata la soglia, un giardino botanico sparge i suoi profumi, tra i roseti, l’orto aromatico e i gelsomini.

DOVE SI TROVA

Il tempio di San Giovanni al Sepolcro si trova in via San Giovanni al Sepolcro 5, a pochi passi dal teatro Verdi e da palazzo Nervegna.

APERTURA

Il tempio è aperto tutti i giorni, tranne il giovedì, dalle 8 alle 21.

INFO E PRENOTAZIONI

È possibile effettuare una visita guidata, prenotando il servizio presso l’Info Point di Brindisi: 0831/229784.