Suoni salentini, danze francesi, Castrignanò in scena nel Principato di Monaco

“Torniamo sul palcoscenico… dal silenzio”. Silenzio. Definisce così Antonio Castrignanò i mesi di assenza forzata della musica dal vivo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia, che non riesce a ritrovare lo slancio e lo spazio, negli incastri dei rigidi protocolli di sicurezza.

Il musicista, cantante e compositore salentino è uno dei pochi a tornare a suonare davanti a un pubblico. Vola oltralpe per tre repliche già sold out, al Grimaldi Forum del Principato di Monaco, da venerdì 11 a domenica 13, con “Core meu”, lo spettacolo nato dalla collaborazione con Les Ballets de Monte Carlo, una delle compagnie di danza più prestigiose al mondo. La creazione porta la firma del direttore artistico e coreografo Jean-Christophe Maillot, che ha unito i corpi ai tamburelli, cucendo insieme i movimenti della danza classica e contemporanea alle note suonate dal vivo da Antonio Castrignanò & Taranta Sounds.

Antonio Castrignanò
Antonio Castrignanò

“Siamo felici di poter continuare a collaborare con Le Ballets”, dice Antonio Castrignanò, ”ci nutriamo ancora della bellezza che si è riusciti a creare insieme. La sentiamo ancora viva a più di un anno di distanza dalla prima teatrale, ad aprile 2019. Riviverla oggi è come una luce che arriva dal buio, ci dà speranza”. Un sodalizio artistico di successo, confermato di recente, quando coreografo e danzatori scelsero “Tremulaterra”, uno dei suoi brani tratti dallo spettacolo, come simbolica “sveglia” per gli otto minuti di “Wake up!”, un video carico di energia, suggestioni e anche di ironia, oltreché di note, messo in rete a maggio scorso, alla fine del lockdown.

Antonio Castrignanò continua a portare la sua musica e la tradizione salentina nel mondo, accompagnato da otto musicisti: Rocco Nigro alla fisarmonica, Redi Hasa al violoncello, Luigi Marra al violino, Gianluca Longo alla mandola, Maurizio Pellizzari alle chitarre, Giuseppe Spedicato al basso, Gianni Gelao ai fiati e Davide Chiarelli alla batteria. “È stato molto emozionante ritrovarsi per fare le prove dopo tanto tempo, con le dovute precauzioni, nel rispetto delle norme”, commenta il musicista, “ci ha permesso di incontrarci, di creare, produrre e scambiarci situazioni. Come una vera comunità ci siamo sostenuti a vicenda, condividendo il disagio dell’obbligata assenza dalle scene. Uniti, oggi, ci sentiamo più forti”.