Paese che Fai, bellezza che trovi. Al via la decima edizione dei Luoghi del cuore

Il soffitto della chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo, a Lecce

Cuore, occhi e luoghi vanno a braccetto, qualche volta. Nella realtà molto spesso, ma anche nella forzata virtualità che il momento storico impone. E “I luoghi del cuore”, quelli che si amano e si vorrebbero vedere valorizzati e tutelati, risiedono nell’anima oggi più che mai. Non potendoli abbracciare fisicamente, giunge quanto mai ad hoc la nuova, decima, edizione del censimento nazionale Fai (Fondo per l’ambiente italiano), in collaborazione con Intesa Sanpaolo, un vero e proprio rito collettivo che, negli anni, è cresciuto sempre di più, che ha promosso 119 interventi di recupero e valorizzazione, che ha raccolto oltre 7 milioni di voti e che invita tutti i cittadini, associazioni, comitati e organizzazioni a presentare e portare alla pubblica attenzione il proprio angolo naturale o artistico preferito. Una grande votazione online, dal 6 maggio al 15 dicembre 2020, decreterà poi i vincitori, a cui andranno i premi di 50mila 40mila e 30mila euro, a fronte di un progetto concreto di valorizzazione.

La chiesa di San Giacomo, a Supersano

Sono davvero numerosi i luoghi già presenti e tanti ancora quelli che verranno inseriti nel grande elenco, in costante aggiornamento. Tra questi, la Delegazione Fai di Lecce, guidata da Adriana Greco Bozzi Colonna, sostiene la candidatura della chiesa dedicata ai Santi Niccolò e Cataldo, proposta all’attenzione da Gigi Mangia dell’associazione Ascus di Lecce. Un edificio fondato nel 1180 dal conte di Lecce Tancredi d’Altavilla insieme al monastero attiguo, prezioso esempio del romanico pugliese che, grazie proprio all’impegno dei volontari del Fai, al momento è aperto tre giorni a settimana (lunedì, giovedì e sabato, dalle 9.30 alle 12.30) e che, risultando tra i premiati, potrebbe ricevere le cure di cui ha bisogno, come il restauro del portone, la sistemazione della facciata e la messa in sicurezza in generale.

Anche la chiesa di San Giacomo, a Supersano, una struttura che faceva parte già nel 1218 dei possedimenti del lontano monastero di San Nicola di Casole, vero ponte di collegamento tra oriente e occidente, è al momento tra i candidati più papabili e votati dell’intera provincia. E poi l’Abbazia di San Mauro, le Centopietre di Patù, e altri ancora.

Uno scorcio dell’area archeologica di Valesio, a Torchiarolo

Altrettanto vivace è la provincia di Brindisi, con il Fai guidato dal capo delegazione Beniamino Attoma Pepe. Si è avviata una vera e propria mobilitazione popolare e alcuni comitati spontanei si sono già impegnati a sostegno di luoghi diffusi in ogni comune. C’è la candidatura dell’area archeologica di Valesio, ad esempio, centro messapico, poi greco e successivamente romano risalente all’VIII secolo a.C. e promosso dalla locale Pro Loco Turchellis; un comitato di Fasano sostiene invece il pozzo settecentesco all’intero del locale ospedale, mentre un altro gruppo di volontari sta organizzando la candidatura del Collegio Navale “Nicolò Tommaseo” di Brindisi. Al momento, comunque, una posizione di rilievo è per il Bosco di Tramazzone e Cerano, area boschiva di 126 ettari circa che rappresenta l’ultimo lembo rimasto della distesa di macchia-foresta che una volta ricopriva gran parte della costa.

Spostandosi proprio sulla costa, quella ionica, si trova Torre Colimena, in agro di Manduria, in terra d’Arneo, che fa parte di un sistema difensivo di torri costiere volute dall’imperatore Carlo V e che, al momento, risulta in cima alle preferenze di tutta la provincia di Taranto.

Quest’anno, infine, il censimento si arricchisce di due classifiche speciali. La prima dedicata all’“Italia sopra i 600 metri”, cioè alle aree interne montane del Paese che coprono da sole il 54% del territorio nazionale e che sono diventate la periferia del Paese, spesso in sofferenza per la carenza di servizi e infrastrutture, ma anche contraddistinte da una bellezza indiscutibile. La seconda è relativa ai “Luoghi storici della salute”, beni architettonici per la cura del corpo che hanno radici profonde nel passato d’Italia.
Qui il link al portale, dove votare con pochi click il proprio luogo del cuore, magari scoprirne di nuovi e iniziare a rifarsi gli occhi, in attesa che questi siti possano rifarsi il look e venire restituiti alla collettività, portandoli al riscatto, donandoli nuova luce e sottraendoli dall’oblio cui molto spesso sono destinati.