Monitoraggio, prevenzione, cura: i custodi della Natura a Ugento

All'indomani della grande giornata di pulizia dedicata a Francesco Cino, fondatore dell'associazione Amanti della Natura-Punta del Macolone, l'intervista ad Antonio Nuzzo, attuale presidente.

Attività di monitoraggio e pulizia all'interno del Parco Naturale Litorale di Ugento
Circa 150 volontari accorsi da ogni dove, anche da 130 km di distanza; oltre 15 associazioni facenti parte del Coordinamento Ambientale Salento, più tanti volontari singoli, circa 210 sacchi di rifiuti rimossi, in sole quattro ore. Sono alcuni dei traguardi dell’imponente giornata di pulizia e rimozione dei rifiuti a cura del CAS, lo scorso 29 agosto, presso la riserva naturale delle Cesine. “Siamo molto soddisfatti”, esordisce Antonio Nuzzo, 47 anni, presidente di Amanti della Natura-Punta del Macolone, tra le associazioni promotrici dell’evento, all’indomani della straordinaria operazione di pulizia, salvaguardia e sensibilizzazione. “In solo quattro ore, abbiamo raccolto circa duecento sacchi di spazzatura per un totale di quasi 4000 kg di rifiuti rimossi e, grazie alla collaborazione del Comune di Vernole, che ci ha messo a disposizione trattori e mezzi di trasporto, abbiamo anche terminato in poco tempo il conferimento”.
Il traguardo più importante, tuttavia, è stato il concretizzarsi di quanto desiderava Francesco Cino, fondatore dell’associazione tre anni fa, scomparso prematuramente nel marzo scorso. “Francesco è stato un promotore della cooperazione tra associazioni“, ricorda Antonio, “e dedicare alla sua memoria questa giornata di pulizia collettiva è stata una decisione spontanea dei membri del Coordinamento Ambientale Salento”.
Partecipazione di Amanti della Natura al progetto Europeo COMMON

L’associazione presieduta da Antonio è un vero e proprio presidio di sorveglianza, monitoraggio e cura dell’area naturale del Parco di Ugento, un ecosistema unico nel suo genere, con le sue aree palustri, il canale, il litorale preso d’assalto dai turisti durante l’estate ma, da due anni ormai, anche dimora dei nidi delle tartarughe Caretta Caretta. Un territorio non facile, per estensione geografica, ma anche per l’assenza di gestione, e visione, da parte della politica locale. “La mancanza di una presenza forte negli anni ha favorito il dilagare di un’illegalità diffusa, a tutti i livelli“, spiega Antonio, “ma dalla nostra abbiamo i numeri (4000 chilogrammi di spazzatura raccolti dal 2019) e la costanza, grazie ai quali siamo diventati un interlocutore del Comune di Ugento che, non è da tutti, ha cominciato a dialogare con noi e fondato un nucleo ambientale all’interno del Comando di Polizia locale”.

In tre anni, gli Amanti della Natura sono diventati circa cinquanta, “abbiamo soci di tutte le età, c’è un socio giovanissimo, residente a Torino, che ci segue da lontano e si accoda poi quando viene qui durante le vacanze”. Insieme ai soci, tantissimi “simpatizzanti”, come li chiama Antonio, “possiamo contare su un vero e proprio esercito di cinquantenni e sessantenni, che hanno più tempo libero, e sono partecipanti fedelissimi alle giornate di pulizia”. Sì, perché chi ama la natura in quel di Ugento ha un appuntamento fisso ogni domenica mattina, più altre iniziative e giornate di pulizia. In estate, per esempio, si sono svolti i “Mozziconi day”, caccia al mozzicone di sigaretta, eventi per sensibilizzare soprattutto i più piccoli.

Attività di monitoraggio e pulizia all’interno del Parco Naturale Litorale di Ugento

“Mi piace dire che non ci occupiamo di raccolta di rifiuti”, puntualizza Antonio, “la pulizia è solo un mezzo, per arrivare all’obiettivo finale: la responsabilità del cittadino, l’assenza di rifiuti sparsi nella natura“. Un traguardo necessario, inderogabile, soprattutto in un territorio segnato da una grave carenza nella gestione del patrimonio ambientale. I membri dell’associazione svolgono un’opera di monitoraggio quotidiana, raccolgono i rifiuti, “tantissimi sono i rifiuti dell’attività di pesca all’interno del parco, tra l’altro illegale”, e da un po’ di tempo, collocano anche strani oggetti dalle forme più disparate.

Quella dei cestini di recupero è stata un’idea di Luigi Cino, fratello di Francesco: è lui che ha creato dei veri e propri bidoni, a partire da oggetti rotti o buttati via, come sedie, vecchie boe, c’è di tutto”, spiega Antonio, “un lavoro eccelso, di creazione e manutenzione, che sta dando i suoi frutti”. Così come il grandissimo impegno civile dell’associazione. “Ad oggi siamo parte della Consulta Ambiente provinciale, abbiamo la possibilità di dire la nostra e abbiamo avanzato anche proposte concrete sulla prossima stagione, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione degli incendi”.

Uno dei cestini installati nel parco

Un problema, quello degli incendi, legato sempre alla mancanza di gestione: “un territorio va abitato, presidiato, quello che viviamo oggi è invece il risultato di un vero e proprio abbandono della natura, un problema culturale e politico che stiamo cercando di combattere sul campo“. Come? Facendo rete, come diceva Francesco Cino, una rete che non sia ristretta da limiti geografici né da gestioni partitiche del patrimonio naturale, “che sia più ampia possibile, per dialogare con tutti, e avere un impatto sempre maggiore e a lungo termine”.

Un approccio concreto, realista, ma che guarda con speranza al futuro, quello di Antonio, una voce che rassicura, soprattutto dopo l’estate terribile che si sta per concludere: “è solo una questione di tempo, e la minoranza diventerà maggioranza, l’interesse per l’ambiente sta aumentando ed è indispensabile procedere nella direzione giusta, tutti insieme”.