Il Salento da ascoltare

L'evento acustico come strumento di conoscenza, relazione, accessibilità. Le cartoline sonore di Luigi Mengoli raccontano il Salento con la suggestione della voce e del suono.

Come un messaggio vocale, analogico. Come una missiva d’altri tempi, ma virtuale. Sicuramente, sono un “oggetto poetico”, come le definisce il suo creatore Luigi Mengoli, artefice di queste speciali cartoline sonore, che unisce il passato al presente, la suggestione della carta alla bellezza di scartare una voce e ascoltarla, in ogni dove e in qualsiasi momento.

Fa parte del progetto di acustemologia per narrare il territorio, l’idea di Mengoli, musicista, ricercatore, divulgatore della memoria storica salentina e insegnante, l’idea di abbinare geografia e voce, carta e paesaggio, coordinate spazio-temporali e poesie. Basta avere uno smartphone e inquadrare il qr code sul retro della cartolina, per ascoltare i versi recitati o il rumore del vento nelle campagne, il botto dei fuochi diurni della festa patronale, e continuare a immergersi nel paesaggio.

Un’iniziativa che di recente ha preso forma nella mostra “In absentia”, installazione acustico-visiva dedicata al tempo straniante del lockdown (ancora visitabile su prenotazione). Nella piccola cappella dell’Addolorata in piazza Bacile, a Spongano, alle foto di un paese pervaso dalla mancanza di persone, dalla paura del contagio e dalla inconsueta rimodulazione dei rapporti personali in virtù della tecnologia, si affiancano i suoni, provenienti anche dall’Archivio etnografico e musicale “Pietro Sassu”, costituito dallo stesso Mengoli in anni di paziente ricognizione sul campo.

Una delle cartoline del progetto abbinata ai versi de “La nave Castro” di Antonio Verri.

“Ogni territorio ha il suo suono”, spiega Luigi, “queste cartoline hanno fotografato quello che adesso è già scomparso, il suono qui agisce come fermo immagine e memoria”. Scrutare l’Adriatico e il profilo di Pizzu Mucurune a Castro, oppure perdersi negli occhi infiniti della Vergine e del Bambino nella cartolina della Cappidduzza della Madonna di Costantinopoli a Diso, fermandosi ad ascoltare il rintocco delle campane. Un progetto che, oltre a restituire volume e suono alla bidimensionalità della cartolina, considera l’elemento sonoro come strumento per conoscere e praticare il proprio orizzonte, come veicolo di relazionalità, e anche come testimonianza del tempo che passa. È emblematico, in proposito, il video “Ultimo viaggio”, che racconta di un tempo in cui l’accompagnamento rituale si fa in solitaria con il solo lamento delle campane a morto.

Un’iniziativa utilizzabile anche in iniziative di inclusione e accessibilità per la fruizione del territorio e che Mengoli desidera far accedere anche a scuola. “Viviamo tempi in cui dell’immagine ferma, del solo suono, spesso non sappiamo cosa farcene”, conclude, “è un lavoro questo che dovrebbe anche rieducarci ad apprezzare la sensazione sonora”, a stimolare l’immaginazione e dare forma e colore anche al silenzio.

I video sono accessibili sul profilo YouTube di Luigi Mengoli