I racconti di Santu Sitru: tra la gente di mare e di terra

Lo chef e divulgatore gastronomico Massimo Vaglio racconta di Santu Sitru, dei personaggi della sua infanzia, di una vita ormai sparita, tra gente di mare e di terra.

La copertina di "Santu Sitru e altri racconti"

Luoghi, storie, persone, nomi e personaggi, fatti e suggestioni. E ancora, ricordi vividi, memorie andate, scorci dimenticati, parole desuete. Tutto fa parte del racconto e dell’efficacia del raccontare; tutto fa parte di una qualsiasi epoca, lontana o vicina che sia. Non è molto vicina quella raccontata da Massimo Vaglio, ma non è neanche tanto lontana se è vero che molte di quelle suggestioni riaffiorano o fanno capolino nei ricordi di altre generazioni, alla lettura di “Santu Sitru e altri racconti”.

Il sottotitolo, “Ricordi di un bambino cui non piacevano palloni e biliardino”, apre uno squarcio sul quell’altro mondo possibile, a misura di bambino, lontano dai giochi più comuni. E non c’è niente di comune nella visione del mondo di Massimo Vaglio, instancabile curioso, oggi come allora, ricercatore, eterno scopritore, o meglio, vero “archeologo dei modi e delle maniere di stare al mondo”, come lo definisce Daniele Errico nella prefazione.

E di quei modi, di quelle maniere, è pieno il libro, ne sono piene le dodici novelle, racconti pubblicati dal maggio del 2018 sulle pagine di quiSalento, che svelano anche una capacità di narrazione che attinge e restituisce al racconto parlato tutta la sua efficacia. E racconta Massimo Vaglio, di luoghi che in pochi anni hanno cambiato volto e vita, di sapori, ovviamente, che conosce come pochi e nessun altro, fa sfilare un microcosmo di nomi e figure che sembra uscito da chissà dove in “Santu Sitru”, “Gente di mare”, “La salsa del rematore”, ne “Gli intingoletti di nunnu Cricoriu Pettirussu” e così via. Personaggi e storie emersi semplicemente dalla memoria. Dai ricordi di un bambino a cui piaceva fare tanto, tanto altro.

MASSIMO VAGLIO

SANTU SITRU
E ALTRI RACCONTI

PP. 96, EURO 10 PARASAULA ED.