Fratelli Parisi | La gioia delle luminarie del Salento

Le luci si accendono. Fiori, farfalle e cuori si illuminano e si colorano. Quello che sembra solo un garage, in un’anonima via di Taurisano, diventa di colpo un luogo magico. E inizia la festa dei fratelli Parisi. Riflessi sui muri i raggi del sole, fatto di legno e lampadine. Gli specchi rilanciano il gioco. Chi si trova nel mezzo si sente come un festeggiato, ma non uno qualunque, bensì come quel santo che attraversa le luci e sfila nelle strade.

Torquato Parisi è uno dei gemelli di questa famiglia dalla lunga tradizione, lavora con Rocco, il fratello, e il padre Sabino. Il suo sorriso e la battuta pronta riflettono il gioco continuo e il senso di gioia che le sue creazioni comunicano. Da subito, con orgoglio, comincia a mostrare i pezzi più antichi di luminarie che conserva nel suo ufficio. Perché di questo ora si parla. Le luminarie Parisi, infatti, sono vive da ben sei generazioni, dalla fine del 1800. Una storia di tradizione e cultura tutta meridionale. “Luminarie”, sottolinea Torquato, che dal nonno ha ereditato il nome e la passione, “cioè ‘lumi in aria’, perché nascono come devozione. Quando ancora non c’era la luce, i fedeli rivolgevano il loro ringraziamento al cielo, e nell’alto del cielo ponevano i lumi, per essere più vicini ai santi“. Da quei lumi semplici e magnifici è trascorso molto tempo, e tanto è cambiato. Non esita a raccontarlo, Torquato, che già mentre si entusiasma per la storia, un po’ sbuffa sotto il peso della tecnologia. Ma andiamo per gradi, per prima cosa, tra foto color seppia delle prime luminarie e pezzi antichi, sfoggia un documento storico. Risale al 1876, è datato 12 giugno, quando uno dei suoi avi cominciò a lavorare nel campo delle luminarie, e recita: “Nel giorno di domenica ultimo scorso 4 del corrente mese ricorrendo la festa dello statuto si fece parare la pubblica piazza e la sera illuminarla dal paratore Sabatino Parisi perlocché si promise allo stesso il compenso di lire 25”.