A Tiggiano, tra il bosco e il palazzo, dove le ombre sono amiche

Quello nel palazzo Serafini Sauli è un viaggio che riserva meraviglie inaspettate da scovare tra gli splendidi affreschi, ai piedi di un piccolo oratorio o tra le fitte trame di rami e fronde che disegnano il bosco e il giardino, custoditi alle spalle della dimora gentilizia. In quest’incanto naturale anche le “ombre sono amiche” e conducono in una realtà parallela da vivere in silenzio, protetti da giganti verdi e nobili baroni.

La sua luce color pietra illumina tutta piazza Castello, un giallo carparo che corre lungo le pareti dello storico palazzo baronale Serafini Sauli, nel cuore di Tiggiano, un piccolo borgo abitato da poco meno di tremila anime. Stretti in quell’angolo di sud, con gli occhi puntati al cielo e il naso all’insù, si catturano i dettagli dello splendido palazzo e si familiarizza con i suoi abitanti: lo sguardo scivola su caditoie e balconi, accarezza visi scolpiti su pietra e scorge il profilo di un gallo impertinente che svetta sul campanile a vela e domina, dall’alto, tutta Tiggiano. Ai piedi dell’antica dimora, le suggestioni si rincorrono e quel mondo gentilizio rivive svelando angoli di inaspettata bellezza.

Il palazzo, nato come torre difensiva, è divenuto nel tempo residenza nobiliare: era il 1640 quando il barone Angelo Serafini decise di acquistare il Casale di Tiggiano e di costruire, proprio qui, la sua dimora per seguire da vicino le sorti del feudo. Al profilo apparentemente imponente della struttura fa da contraltare un’anima inaspettata e nobile, nascosta proprio alle sue spalle: è qui che, per volere della famiglia, vennero realizzati un giardino e un bosco, patrimonio naturale che, ancora oggi, catapulta in una realtà parallela, all’ombra di giganti verdi e nobili baroni.

Il racconto del luogo si dipana a mo’ di matrioska narrante, svelandosi poco alla volta. Il punto di partenza è il piano inferiore, uno spazio con 22 vani, un tempo adibiti a stalle, magazzini e cisterne. L’area è nettamente separata dal piano nobile, il primo, dove sfilano sale e segreti custoditi sotto splendide volte a stella o ai piedi del piccolo oratorio di famiglia, un altare rococò dedicato a San Michele Arcangelo. In quel luogo si incede lenti, calpestando ipnotici pavimenti in maiolica, realizzati intorno alla metà del ‘900 dalle maestranze magliesi che arrivavano a Tiggiano a bordo di una littorina. La passeggiata prosegue svelando alcuni affreschi cavallereschi, custoditi nell’attuale ufficio del sindaco, e lo stemma araldico che campeggia nel salone di rappresentanza.

Proprio quando il percorso sembra giunto al giusto epilogo, l’ombra accorta del barone Serafini regala il colpo di scena e scorta, attraversando il cortile, davanti all’ingresso monumentale con tre arcate, coronate da balaustra. Quello che si nasconde là dietro è un incanto verde dove fitte trame disegnano il profilo geometrico di un giardino all’italiana che, in un equilibrio perfetto tra giochi di luce e chiaroscuri, ospita una distesa di agrumeti, magnolie, mandorli, nespoli e altre varietà rare. In mezzo a questo dipinto naturale, svettano un vecchio apiario in pietra e un’antica torre colombaia, usata dalla famiglia per l’approvvigionamento della nobile carne.

Alla fine del viale, il passo si arresta davanti all’ultimo cancello che introduce in un bosco abitato da querce, pini e lecci giganti. Qui, dove anche “le ombre sono amiche”, la luce filtra tra rami e fronde e accarezza un sottobosco al profumo di timo, salvia, menta e rosmarino. In questo angolo di cielo, ogni stagione regala al bosco un volto unico e restituisce suggestioni diverse: l’estate è quella delle lunghe passeggiate sotto la frescura boschiva, da fare a passo lento, concedendosi, solo alla fine, il meritato riposo, come erano soliti fare i baroni, sulle due panchine di pietra poste sotto un’edicola con volta a semicerchio.

Lì, abbracciati dai giganti verdi, il mondo si ferma e, a occhi chiusi, ci si lascia cullare dal vento. Con le dovute riverenze, ci si accomoda tra il barone e la baronessa, ombre gentili che, ancora oggi, regalano a tutti il loro piccolo angolo di paradiso, svelando l’anima nobile del luogo che vollero come dimora, proprio qui, nel cuore dell’antico casale di Tiggiano.

 

DOVE SI TROVA

Il palazzo baronale Serafini Sauli si trova in piazza Castello, a Tiggiano, un borgo che dista 14 km da Santa Maria di Leuca.

APERTURA

Le sale del palazzo baronale sono visitabili su richiesta.
I giardini e il bosco sono aperti al pubblico.
Il primo piano ospita il Museo della Civiltà contadina; i vani inferiori la Community Library; il bosco ha all’interno anche un’area giochi inclusiva e accessibile.

INFO E PRENOTAZIONI

Presso il palazzo baronale, la Cooperativa Sociale Terrarossa garantisce le aperture il martedì e giovedì pomeriggio (16-21) e il sabato mattina (9- 13). Terrarossa ospita, inoltre, attività esperienziali, laboratori del gusto, attività di educazione ambientale per scolaresche e gruppi, per un turismo responsabile e di comunità. Info sulle attività e prenotazione visite: 320/7709937. www.cooperativaterrarossa.org