A Otranto, la festa silenziosa per i Santi Martiri

La commemorazione più ristretta ma sicuramente non meno sentita dei Santi Martiri a Otranto.

Roccaforte espugnata e violata, Otranto conserva in ogni angolo del suo affascinante centro storico il ricordo dell’eccidio del 1480, quando la flotta turca di Achmed Pascià s’impossessò della città. Le viuzze sono costellate dalle antiche palle di cannone turche, le strade sono intitolate a tanti degli ottocento santi martiri che, secondo la leggenda, scelsero la fede e si lasciarono decapitare dai saraceni sul vicino Colle della Minerva.

Quest’anno la commemorazione dell’estremo sacrificio dei Santi Martiri è doverosamente più composta con il ricordo dell’eccidio nel tardo pomeriggio di giovedì 13, con la deposizione della corona di fiori ai piedi del Monumento in piazza degli Eroi, la messa presso la cattedrale di Santa Maria Annunziata e la processione che, in ottemperanza alle norme per l’emergenza sanitaria, si farà all’interno dell’edificio religioso.

Venerdì 14, alle 11, si tiene la Solenne Concelebrazione Eucaristica in Cattedrale presieduta da Monsignor Leonardo D’Ascenzo, Arcivescovo di Trani Barletta Bisceglie, trasmessa su Antenna Sud. Guida i canti il coro diocesano. Alle 19.30, sempre in Cattedrale, la Celebrazione dei secondi vespri della solennità dei Santi Martiri, con la partecipazione del Sindaco e delle Autorità civili e militari della Città. Subito dopo, la consegna delle chiavi della Città al Compatrono San Francesco di Paola da parte del primo cittadino .

Senza banda, quindi, né bancarelle, e senza i celebri fuochi d’artificio sul mare, in un’atmosfera che forse rispecchia di più quel composto e doveroso silenzio e l’emozione di guardare negli occhi Primaldo, il primo martire a finire decapitato sotto le scimitarre turche, secondo la leggenda, e i suoi compagni, i cui resti riposano nella cappella, a sinistra dell’altare centrale nella splendida cattedrale otrantina. È qui, in pochi metri quadri, che si racconta la storia del martirio, con gli impressionanti quadri dell’eccidio, le ossa dei martiri custodite a vista nelle teche e, dietro l’altare, il masso dove, si narra, i santi posarono la testa pagando con la morte il coraggio della fede.

La cappella non è la sola preziosa testimonianza conservata all’interno della Cattedrale. Il sontuoso mosaico realizzato dal monaco Pantaleone ricopre le tre navate dell’edificio, creando il meraviglioso Albero della Vita, mescolando episodi storici e figure mitiche, fantasie vegetali e personaggi religiosi. Realizzato tra il 1163 e il 1165, è uno dei più importanti cicli musivi del medioevo italiano.

La cattedrale di Santa Maria Annunziata è al civico 1 di piazza Basilica a Otranto, in cima al dedalo di viuzze del centro storico idruntino. La cattedrale è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 12 e dalle 15 alle 19. È indispensabile dotarsi di mascherina individuale e rispettare il distanziamento fisico di almeno un metro.