A Gallipoli, il rosario alla controra

Un momento di preghiera sulle terrazze della Città Bella

In terra meridiana, si chiama “controra“, quella dimensione temporale assediata dal sole e dalla calura, in cui ci si ripara dal caldo eccessivo chiudendo gli scuri e rifugiandosi nel fresco delle ampie stanze delle case del Sud. È quel momento, subito dopo pranzo, in cui ci si appisola, ci si riposa, aspettando di riprendere il corso naturale della giornata.

Proprio durante la controra, nel centro storico di Gallipoli, intorno alle 15, ci si dà appuntamento sul terrazzo di casa, per recitare il rosario quaresimale. Un’idea delle signore del posto che, non potendosi rifugiare al fresco della cattedrale di Sant’Agata, si ritrovano sulle “lamie” per onorare i riti e le preghiere della Quaresima e della Pasqua, un momento molto importante in tutto il Salento, soprattutto nella Città Bella, dove si svolgono alcune delle cerimonie più antiche e suggestive legate alla Settimana Santa.

Una consuetudine nata dalla quotidianità, dal ritrovarsi ogni giorno sul terrazzo, per stendere il bucato o per prendere un po’ d’aria”, racconta Leo, il figlio della signora Nadia, tra le partecipanti. “Ogni giorno, intorno alle 16, ci si ritrova per il rosario, mentre ogni venerdì di Quaresima l’appuntamento è con la Via Crucis e l’orazione delle Cinque Piaghe”. Un momento di preghiera, che regala conforto e bellezza, se a fare da sfondo è lo Jonio, con la brezza fresca e il volo radente dei gabbiani.

Una testimonianza della vita di tutti i giorni, che tenta di resistere alla quarantena e al distanziamento sociale, in una città che ha sempre trovato la sua forza nei momenti di condivisione, anche e soprattutto legati alla fede.