We’re All in the Same Dance, passi di pizzica e speranza

Un frame del videoclip

In casa, su balconi e terrazze, nel prato, su scale antincendio, e… ovunque, anche sulle rotelle dei pattini e appesi al soffitto. Tutti passi della stessa danza: la pizzica. E così, il ballo salentino terapeutico per natura, diventato simbolo di festa e divertimento, nel periodo di lockdown diventa simbolo di condivisone, di “contagio”, termine così oscuro se contestualizzato alla realtà della cronaca, assai più colorato se legato all’arte, allo spettacolo, alla musica e, quindi, alla speranza.

We’re All in the Same Dance”, suona Mauro Durante, del Canzoniere Grecanico Salentino, suona da solo, nella sua casa, e ballano in centinaia nel video realizzato da Gabriele Surdo.

Vorticoso il violino del musicista leccese, leader del Canzoniere Grecanico Salentino, autore della danza e anima del progetto realizzato con la ballerina Silvia Perrone, sua moglie, e con lo stesso Gabriele Surdo.

Il mix del brano è firmato da Francesco Aiello, altro componente del CGS, che ha ricevuto il materiale registrato in condizioni e con attrezzature tutt’altro che ideali, e l’ha saputo tradurre in un suono equilibrato e appassionato, fortemente evocativo.

Un’idea, pensata e realizzata per sostenere la campagna #NessunoEscluso di Amnesty International, rivolta alle persone senza fissa dimora, più di altre a rischio di contagio da Covid-19. Tantissimi i piedi che si muovono a ritmo della pizzica “We’re All in the Same Dance”, i piedi di 112 danzatori, professionisti e non, provenienti da ogni parte d’Italia, e da Spagna, Francia, Svizzera, Australia, Stati Uniti (New York, Los Angeles, Nashville, Minneapolis, Vermont e New Jersey), Lituania e India. Tutti per un’idea nata e realizzata in pochissimo tempo, grazie a un appello sui social. “Ieri, la musica e la danza esorcizzavano il veleno della Taranta”, dice Mauro Durante, “oggi, in piena emergenza coronavirus, una musica esce dai muri di una casa del Sud e attraversa il mondo. La danza diventa globale: inno alla vita, antidoto alle privazioni della clausura”.

Universale la danza, universali i diritti: da qui la scelta di sostenere la campagna di Amnesty International Italia, una campagna di firme, donazioni, mobilitazioni, comunicazione, pressione politica ed educazione ai diritti. “Nel suo passaggio dal linguaggio dell’arte a quello dei diritti, ‘We’re All in the Same Dance’ significa che dalla pandemia da Covid-19 potremo uscire solo se il diritto alla salute sarà garantito a ogni persona”, dice Riccardo Nourty, portavoce di Amnesty Inyernational Italia, “se nessuno sarà lasciato indietro, se non vi saranno vite considerate sacrificabili per status, età od ogni altro motivo”.