Viaggio nel mondo di Carmelo Bene

Al Convitto Palmieri al via le visite guidate nello spazio che raccoglie la biblioteca personale, abiti di scena, materiale documentario e molto altro del genio salentino, unificati ed esposti al pubblico per la prima volta

Sarà come aggirarsi nella casa-studio del maestro, tra libri, costumi e foto di scena, manoscritti, oggetti personali e respirare un po’ quell’atmosfera in cui il suo genio trovava la forma per esprimersi. Negli spazi del Convitto Palmieri, a Lecce, inaugura lunedì 13 settembre il Fondo-archivio Carmelo Bene, drammaturgo, poeta, scrittore, regista nato a Campi Salentina, intellettuale discusso e controverso, tra i protagonisti del Novecento.

Fino al 30 settembre sono in programma un ciclo di visite accompagnati da storici dell’arte e operatori museali, percorsi guidati alla scoperta del genio di Bene e dei preziosi materiali. Nella giornata inaugurale, alle 19, alla prima visita guidata partecipano le autorità regionali e la soprintendente archivistica e bibliografica Annalisa Rossi, che si sta occupando del coordinamento della tutela dell’intero fondo-archivio.

L’archivio raccoglie il materiale suddiviso idealmente in tre sezioni: il fondo librario, il fondo personale e dai costumi, elementi di scena e arredi personali dell’artista. L’allestimento, concepito da Brizia Minerva, Alice Bottega, Sara Saracino, Raffaela Zizzari, Donata Bologna, Lilian Indraccolo, Silvia Gussoni, Claudio Pedone, comprende grandi poltrone, tavoli e sedie che invitano a sostare, suggerendo la natura del luogo: teatro di osservazione e studio, contemplazione e bellezza con grandi vetrate che affacciano sul centro storico di Lecce.

Una libreria raccoglie la biblioteca personale del maestro, 5mila volumi tra i quali alcuni rari di storia dell’arte, teatro, letteratura e storia, spesso accompagnati da postille redatte a mano dallo stesso Bene. “Nella biblioteca di un grande intellettuale si nascondono le fonti che l’hanno formato, i testi e le immagini che hanno costruito il suo immaginario”, spiega Massimo Bray, assessore alla cultura della Regione Puglia, “è una grande opportunità, quindi, poter rendere fruibile ai cittadini questo patrimonio che costituisce il Fondo Bene: libri, documenti, abiti di scena, appunti, fotografie e molto altro”. Si possono anche ammirare altri oggetti e arredi personali provenienti dalla sua casa di Otranto.

“L’Archivio Carmelo Bene costituisce, nella sua unitarietà, testimonianza straordinaria del complesso profilo artistico e culturale del nostro ‘ultimo attore postumo dell’Ottocento’ e del primo dell’era tecnologica, della sua opera totale”, sostiene Annalisa Rossi, soprintendente ai Beni Archivistici e Librari Regione Puglia e Basilicata. “L’azione di tutela, mirata a preservare la fitta trama di legami fra le carte, i libri, gli oggetti, le componenti scenografiche, i costumi, consente oggi di orientare il successivo piano di valorizzazione, alla consegna alla comunità nazionale ed internazionale di un patrimonio generativo di un sé collettivo, a partire da quel ‘Sud del Sud’ che ne costituisce la radice prima”.

Un patrimonio prezioso, per la prima volta fruibile al pubblico, grazie a un accordo definito “epocale” tra la Regione Puglia, che lo ha acquisito nel 2019, la soprintendenza archivistica e bibliografica di Puglia e la soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e le eredi di Carmelo Bene, la vedova Raffaella Baracchi e la figlia Salomè che esprime soddisfazione e gratitudine: “Tutto questo è il frutto di un tenace lavoro, per anni portato avanti silenziosamente, con caparbietà e dedizione, per dare piena attuazione alla volontà di Carmelo Bene e rispettoso risalto alla sua arte”

Dal 14 al 30 settembre si potrà visitare Fondo-Archivio Carmelo Bene e seguire un percorso guidato dal lunedì al sabato dalle 17 alle 21. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria tramite l’App IoPrenoto e al 0832/373576.