Un pizzico di Salento a Birra dell’anno 2021

Il concorso marchiato Unionbirrai giunge alla XVI edizione con tante novità

di Aristodemo Pellegrino

“Ogni birra è una primadonna, per esprimersi al meglio richiede le giuste cure. Ma la birra è generosa, saprà ricompensare ogni vostro sforzo con un’esperienza intensa e memorabile. La maggior parte delle birre ha bisogno di essere trattata con rispetto se volete che vi mostri la sua anima”. Con queste parole Randy Mosher, celeberrimo scrittore e beer writer di livello mondiale, consiglia di approcciarsi alla bevanda di Cerere con la giusta consapevolezza.

La birra chiede di essere al centro di riti di socialità, di essere bevuta con animo allegro e spirito sereno. A pensarci bene, però, questo suo carattere gioviale non esclude esperienze di degustazione consapevole. Come afferma lo scrittore americano, la birra non va a tutti i costi tracannata, meglio riservarle le giuste attenzioni. Degustare una birra oggi è diventata una vera e propria scienza, non bisogna però lasciarsi spaventare dagli aspetti tecnici. La degustazione è un’appagante esperienza globale che coinvolge tutti i cinque sensi e sollecita le aree del cervello legate alle emozioni ed alla memoria. Bere con la giusta consapevolezza permette di regalarsi momenti di puro piacere, dando allo stesso tempo il giusto valore all’intero universo che c’è dietro e dentro una “semplice” birra.

Creare bevitori consapevoli è uno degli obiettivi che Unionbirrai persegue ormai da un quarto di secolo, attraverso differenti percorsi. La consapevolezza porta ad una più profonda conoscenza e ad una maggiore valorizzazione della birra artigianale, un prodotto che per anni è stato considerato di scarso livello, ma che oggi rischia di essere considerato bevanda riservata quasi esclusivamente alle élite di intenditori. Ovviamente così non è. La birra artigianale italiana, oggi più che mai, è un prodotto di qualità che si rivolge a un pubblico attento e curioso, che può trovare supporto anche negli strumenti forniti dall’associazione nazionale di categoria dei microbirrifici indipendenti. 

Una delle più importanti azioni poste in essere da Unionbirrai per promuovere la birra artigianale è l’organizzazione di Birra dell’Anno, concorso annuale che dal 2005 premia le migliori birre e il miglior birrificio d’Italia fornendo una solida base di marketing per i vincitori ed un’affidabile guida sul panorama birrario artigianale italiano agli appassionati ed ai consumatori, non soltanto a quelli italiani. Il contest quest’anno è stato rivisitato causa situazione Covid-19. Tante le novità in programma: nuova veste grafica, nuovo logo, nuove date, nuova organizzazione e nuova location.

I lavori di giuria si svolgono dal 19 al 31 luglio a Vignola, gioiello medievale in provincia di Modena. All’ombra della Rocca che domina questo ridente paese, gli 80 giurati, italiani e stranieri, scaglionati in gruppi, organizzati in più sessioni, in più panel suddivisi in giorni differenti dovranno degustare e valutare le 1599 birre, suddivise in 45 categorie, dei 207 birrifici iscritti. La premiazione è prevista per il 31 agosto, nella giornata di apertura del Cibus, l’evento di riferimento del settore agroalimentare italiano, in programma sino al 3 settembre a Parma.

In questo grande evento birrario nazionale c’è anche un pizzico di Puglia che può vantare in questa edizione la presenza di ben quattro giudici, di cui tre salentini. Questo a testimonianza del fatto che il Salento non è soltanto terra di vino e olio, ma lentamente si appresta a diventare anche terra di birra, il che schiude nuovi orizzonti culturali, nuovi scenari turistici e nuovi percorsi enogastronomici. In attesa che vengano decretati i vincitori, quindi, non resta che augurare a tutti giudici, in particolare ai salentini, ed agli organizzatori un buon lavoro sperando di poter presto brindare con le migliori birre ed il miglior birrificio artigianale italiano anche nel Salento. Nel frattempo, riprendendo un adagio tratto da un antico papiro del 1550 a.C., “che possiate avere pane che non si sgretoli e birra che non si inacidisca”. Prosit