Un omaggio in musica al pubblico che non c’è, e alle infinite storie della tradizione

La Notte della Taranta su Rai2, ospiti la Nannini, Diodato e Mahmood

La scenografia della Notte della Taranta 2020

Un concerto senza pubblico non è un concerto. A maggior ragione non può esserlo un Concertone. Quello della Notte della Taranta, nello specifico, che dal 1998 accoglie sotto il palco di Melpignano quella folla che poi, con il palco, è diventata un tutt’uno.

Non c’è stato quest’anno il Concertone, quello “canonico”, con il grande palco e il “popolo” che ogni anno “marchiano” l’estate salentina. Non è un Concertone, quindi, quello dell’edizione 2020. Registrato sabato 22 in uno spazio chiuso, in un paese off-limits, e trasmesso su Rai 2, venerdì 28 agosto, alle 22.50.

Il maestro concertatore Paolo Buonvino

Non lo è perché non c’è stato il pubblico ad assistere alla Notte della Taranta di Paolo Buonvino, il nuovo maestro concertatore presentato con largo anticipo già nel dicembre scorso, bravo e tenace a lavorare e a strutturare il suo concerto durante il lockdown, con tutte le restrizioni e i dubbi del caso. Vista la sua propensione alla musica per il cinema, nel giorno della sua prima visita a Melpignano aveva annunciato di voler trasformare la piazza dei 200mila tarantolati nella più grande sala cinematografica. Poi, tra il consueto inverno scorso e questa strana estate, c’è stata una primavera epocale che ha scombussolato tutto e tutti.

Quello che andrà in onda sugli schermi Rai, alla vera prova del pubblico televisivo, è così una vera colonna sonora a un film celebrativo della Puglia, del Salento, della Notte della Taranta, un omaggio alla tradizione musicale del Salento e alle infinite storie che l’hanno generata, ma soprattutto un omaggio al “popolo” della Notte della Taranta, che anno dopo anno ha contribuito a farne un grande evento.

Un film musicale, una sorta di videoclip di 90 minuti, suonato in un abbraccio dagli orchestrali popolari e sinfonici: i 21 dell’Orchestra Popolare Notte della Taranta, diretti da Daniele Durante, e i 31 dell’Orchestra Roma Sinfonietta, che in tanti viaggi sonori ha accompagnato il maestro Ennio Morricone.

Una Taranta “sinfonica” e cinematografica, quella pensata da Paolo Buonvino, con il repertorio eseguito dagli orchestrali e dai cantanti che s’intreccia con canti pescati negli archivi di Kurumuny, e con le voci autentiche di Niceta Petrachi “la simpatichina”, Uccio Bandello e Uccio Aloisi.

Le immagini, un omaggio alla Puglia e, in particolare a Trani, Gallipoli, Taranto e Alberobello, sono di Emanuele e Claudio Pisano, giovani registi siciliani apprezzati per diversi lavori televisivi. Luoghi delle meraviglie di Puglia che si fanno scenario scenario per “pizzica” di tradizione, performance di danza negli scorci più significativi delle quattro città. E, sempre a proposito di danza, sono cinque le coreografie curate dalla coreografa di Dior, Sharon Eyal, con protagonisti ballerini popolari e classici, con ospite, Darren Devaney, tutti sul palco, basso, a forma di tamburello adagiato sul prato degli Agostiniani.

Gianna Nannini

E di assoluto spessore sono gli altri autori della “trasmissione” televisiva, iniziando da Cristiano D’Alisera, tra i più quotati registi televisivi oggi in Italia; quindi l’autore Massimo Martelli e lo scenografo Giancarlo Sforza, che ha pensato a una scenografia essenziale, tutta incentrata su una vista del Convento degli Agostiniani, un’angolatura insolita, praticamente il back-stage delle passate edizioni, su un palco a forma di tamburello.

Diodato

Quindi, ovviamente gli ospiti: Gianna Nannini, che torna a reinterpretare quel “Fimmene fimmene” con la quale fu protagonista a Melpignano nel 2004. Quindi Diodato, con una ispiratissima “Beddra ci dormi” e Mahmood alle prese con il canto arabo “Sabry 2aleel”.

Protagonisti celebri di una “serata in tv”, un mix di immagini, suoni, volti e canti, accompagnato dalla voce narrante di Sergio Rubini e aperto da uno dei brani simbolo della tradizione musicale salentina, “Quannu te llai la facce la matina”, intonato da voci d’altri tempi.