Taranto e Lecce: la cozza (sostenibile) si può fare

Nella sede della Lega Navale di Taranto, presentati i risultati del progetto MIAMI, per la mitilicoltura sostenibile

Un progetto che è non è solo un’idea scientifica, ma anche un tangibile atto d’amore, tant’è vero che si chiama MIAMI, acronimo di Materiali innovativi per l’allevamento dei mitili. Al centro della sperimentazione, che ha visto le città di Taranto e Lecce unite, insieme a mitilicoltori, Università e ricercatori, c’è la cozza, il mollusco più famoso e diffuso sul territorio, che ora potrà beneficiare di basi molto più solide per essere allevato in maniera sostenibile, seguendo studi protesi alla tutela dell’ambiente. Un progetto i cui risultati sono stati illustrati a Taranto, nella sede della Lega Navale.

“Per la sperimentazione – ha spiegato Guglielmo Corallo della Cooperativa HYDRA, Istituto di Ricerca per la Pesca e l’Acquacoltura di Lecce – è stato utilizzato un polimero di origine naturale. Ha dato ottimi risultati, soprattutto rispetto alla crescita del mitile. Adesso occorre intervenire su altri aspetti tecnici per migliorare ulteriormente questo risultato”.
Tutto ciò serve a contrastare il proliferare, anche involontario, della plastica in mare e delle vecchie reti e del nylon che hanno riempito, negli anni, i fondali.