Su il sipario in masseria

Teatro Koreja e Le Stanzie lavorano insieme per fare della creatività un modello d'impresa: il sipario si alza nel cuore della masseria, la stalla.

Ph. Antonio Giannuzzi

Dal territorio, per il territorio. È l’intenzione che ha animato la collaborazione tra la masseria Le Stanzie, in agro di Supersano, e il Teatro Koreja, che giunge in un momento difficile per il settore della ristorazione, dell’accoglienza e delle arti del teatro. La creatività che fa impresa, è questo l’obiettivo del connubio che ha debuttato ieri con il primo video visibile sui social.

L’idea arriva proprio dal padrone di casa, Donato Fersino, per fare dell’arte non più un intrattenimento astratte, ma un modo per creare lavoro e ricchezza, un modello di sviluppo sostenibile e condiviso. Allora parte proprio dalla stalla, il cuore della masseria, l’installazione di Rocco Coluccia, che ha riprodotto il famoso quadro di Pellizza da Volpedo, “Il quarto stato”, unendo al fisico umano i volti di animali da cortile. “Un modo per esprimere il desiderio di vedere un’umanità in grado di tornare a tutelare la propria terra e a venerarla come si faceva un tempo“, riferiscono gli organizzatori. Grazie a Giorgia Cocozza e Anđelka Vulić, attrici di Koreja, il teatro darà voce al dipinto attraverso i racconti scritti da Giulia Maria Falzea e raccolti in 3 video disponibili sulle pagina social @masserialestanzie e @teatrokoreja uno a settimana.

“L’impresa del domani”, racconta Donato Fersino, “è un luogo di dialogo fra gli individui che vi partecipano. L’identità di un’azienda si forma al suo interno. È qui che si costruisce un’immagine per poi essere comunicata all’esterno. L’identità di un’impresa è legata alla sua capacità di assorbire valori diversi da quelli meramente legati al prodotto o legati al solo fatturato. Così si fa cultura e cultura d’impresa. La soluzione alla crisi non sono solo i finanziamenti, ma le idee. E perché le idee vengano coltivate è necessario garantirsi la presenza dei giovani. Con questo lavoro non abbiamo la presunzione di occuparci di arte né tanto meno di far diventare le stalle come un museo in cui si paga il biglietto. Il nostro obiettivo è quello di raccontare una storia, la nostra, quella di ognuno di noi nel posto più umile e vero del mondo: una stalla”.

“L’arte è un vettore di storie ed economie”, aggiunge Salvatore Tramacere, direttore di Koreja, “il teatro è l’arte più comunicativa, più immediata, più efficace e più provocatoria di tutte. Questo progetto è il passaggio di un pensiero, di un’emozione, di una filosofia. Abbiamo pensato che il teatro potesse proporsi come azione di socialità e comunità, mai forte come in questo momento; di recupero di storie e tradizioni della nostra terra. Questi primi tre video ci offrono una nuova prospettiva, un nuovo modo per vivere lo spazio della stalla mettendo in comunione i visitatori futuri con uno spettacolo vivente, pensato per la collettività“.