Scene da un matrimonio d’altri tempi

A Trepuzzi la mostra fotografica "I matrimoni dal 1900 al 1970"

Pose rigide, sguardi austeri che celano la gioia di uno dei giorni più importanti della vita di una coppia: il matrimonio. Erano altri tempi quelli che racconta la mostra fotografica “ I matrimoni dal 1900 al 1970”, inaugurata lunedì 19, alle 18, nelle sale di Palazzo Guerrieri a Trepuzzi, visitabile sino a domenica 25, giorno della festa di San Raffaele compatrono della città.

La mostra, organizzata dall’Accademia del Santino, associazione culturale che si occupa di recuperare, conservare e valorizzare oggetti antichi, invoglia a curiosare nel passato, scoprire usi, costumi e tradizioni, rovistare nei vecchi bauli e tirare fuori gli oggetti e le fotografie che raccontano “come eravamo”. E dalle fotografie in esposizione emergono tanto le usanze quanto le differenze di ceto nelle diverse epoche, un vero e proprio spaccato sociale nel giorno in cui ogni famiglia, dalla più facoltosa alla più umile, doveva dare il meglio di sé.

Di casa in casa, di cassetto in cassetto e di album in album, attraverso il passaparola, le famiglie di Trepuzzi hanno recuperato e offerto per l’occasione abiti da sposa, accessori e fotografie che immortalano il giorno delle nozze, dal 1900 al 1970. Si possono così ammirare sei abiti da sposa degli anni Trenta-Quaranta e oltre 200 scatti, tra i quali alcuni risalenti alla fine dell’Ottocento, scovati da nipoti e pronipoti di antiche famiglie nobili, le uniche all’epoca che potevano permettersi un fotografo, o un abito da sposa con ricami e merletti, conservato con amorevole cura e giunto fino a oggi in ottimo stato. “Un viaggio nei ricordi privati che diventano memoria collettiva”, spiega Cosimo Valzano dell’Accademia del santino, “le foto esposte sono dei veri e propri documenti storici che, oltre alle vicende private dei soggetti rappresentati, ricordano gli antichi arredi delle chiese dove sono stati celebrati i matrimoni, gli altari, i confessionali, i pulpiti. Le fotografie possono essere quindi oggetto di studio per storici”.

Ricevimento al Cinema Nuovo di Trepuzzi

Scorrendo le immagini ci si può soffermare su diversi particolari e, magari, stupirsi delle differenze tra i matrimoni di un tempo e quelli di oggi: gli altari adornati solo con qualche fiore d’arancio rispetto all’attuale sfarzo degli addobbi floreali, il sacerdote che celebra dando le spalle agli sposi, rivolto verso l’abside, come si usava prima del Concilio Vaticano II e via così. Non tutti però meritavano la celebrazione sull’altare. Ai fidanzati “colpevoli” delle celebri “fuitine” spettava la sagrestia, o il cosiddetto “altare de lu diaulu” a sottolineare il peccato di aver consumato l’amore prima dell’unione sacra. Anche se, più spesso di quanto si pensi, la fuga d’amore era concordata perché non ci si poteva permettere le spese del matrimonio canonico. Tra le foto spicca la sposa vestita di bianco ma con il velo nero: incerto il significato, potrebbe indicare un lutto o, anche in questo caso, la “macchia” del peccato che sporca la purezza della vergine sposa. Curiosa l’immagine di un ricevimento all’interno del cinema “Nuovo”, oggi chiuso, dove gli sposi festeggiano con parenti e amici in platea, circondati dalle sedute di legno della sala spostate ai margini. La foto impressiona e fa un po’ sorridere perché gli sparuti invitati ai tavoli sono molto distanziati l’uno dall’altro. Potrebbe essere un matrimonio di questi giorni di limitazioni anticontagio. Uno scatto venuto dal futuro.

La mostra si inaugura alle 18 a Palazzo Guerrieri e si può visitare fino a domenica 25. Orari di apertura: 10-12, 17-20. Info: 324/7956481