Salento, fede e tradizione ai tempi del Coronavirus

Come una volta, la statua di San Rocco, protettore dalle epidemie, esposta a Galatone

Mi è sembrato il momento giusto per avvicinare San Rocco ai fedeli”, risponde così il signor Italo Saracino, 55 anni, priore della confraternita Pio Monte del Purgatorio, San Giovanni Battista e San Pietro Apostolo di Galatone, quando gli si chiede il perché di quella statua di San Rocco, da ieri posta all’ingresso della chiesa di San Sebastiano, nella piazza centrale del paese, quasi sulla soglia e rivolta verso i passanti.

Un tempo, s’invocava San Rocco davanti a quei mali incomprensibili e difficili da combattere. Il santo pellegrino, originario di Montpellier, in tutto il Sud Italia, proteggeva e salvava dalle epidemie in generale e dalla peste in particolare. Oggi, come allora, dalla chiesa fa capolino San Rocco, esposto dalla confraternita in questi tempi d’incertezza per l’emergenza sanitaria in corso dovuta al Coronavirus. La statua rispetta l’iconografia tradizionale, con il bastone del pellegrino, la gamba ferita dalle piaghe della peste e, al suo fianco, il fedele cagnolino che, secondo la leggenda, l’avrebbe salvato dalla malattia, durante l’isolamento, portandogli da mangiare dei tozzi di pane.

“Il patrono di Galatone è San Sebastiano”, precisa il signor Italo, “ma è San Rocco il protettore delle malattie infettive. Solitamente, la sua statua all’interno della chiesa è posizionata a sinistra dell’entrata. Nessuno la nota, i fedeli durante le funzioni le danno le spalle e in pochi sanno che è lì”, dice, “da ieri, invece, le persone non possono non vederla. Non so se qualcuno si ferma o si fa il segno della croce, di certo richiama l’attenzione anche su questa chiesa che viene aperta solo in determinate occasioni”. 

“San Rocco è il santo protettore dalle epidemie per eccellenza”, dichiara Graziano Cennamo, presidente di PugliArmonica, “insieme a San Sebastiano, anch’egli invocato contro la peste, è venerato in quasi tutto il Salento e il Sud Italia. Scorgerlo dal portale di una chiesa, mentre sorveglia e benedice la piazza centrale di un paese, ci fa tornare indietro di qualche secolo, e ci dice che la pietà popolare è ancora viva, e sensibile alle tradizioni di una volta”.

Ascoltando Cennamo, inoltre, San Rocco sembra non essere il solo a essere invocato in questi giorni di timore: “anche a Gallipoli, i fedeli si sono riuniti nella messa in nome di Santa Cristina che, secondo la leggenda, debellò la peste nell’Ottocento e a Martignano si pensa di tirare fuori dal tradizionale ‘stipo’ anche San Pantaleo”.

Le porte dell’edificio religioso di Galatone sono lasciate aperte, così come un tempo si schiudevano le abitazioni dei fedeli per accogliere i pellegrini, giunti da lontano per rendere omaggio a San Rocco. Un gesto, quello dei confratelli, che lascia intravedere il bisogno di un ritorno alla normalità, di ritrovare la fiducia nel prossimo e nel futuro, di affidarsi a pochi punti fermi, la competenza della medicina e il conforto della preghiera.