Rosoni e cavalieri, alla corte di Sant’Oronzo a Ostuni

Si ferma per la prima volta a Ostuni, la cavalcata di Sant'Oronzo, per una festa patronale ridotta ma non meno spettacolare.

È un rito quasi teatrale, la Cavalcata di Sant’Oronzo, lo scenografico corteo storico di cavalieri in costume che accompagna la processione con il santo patrono, scortando il simulacro e i confratelli per le strade del centro di Ostuni. Una tradizione antichissima che fa della città un elegante decoro, dove sfilano, esaltati dal contrasto delle divise bianche e rosse, destrieri e fantini. A causa dell’emergenza sanitaria in atto, non sarà possibile quest’anno sentire risuonare gli zoccoli delle cavalcature sul basolato della città. È la prima volta, nella storia di Ostuni, che questa consuetudine plurisecolare si ferma, ma è lo stesso festa nella Città Bianca, splendido borgo dalle dimore candide, in onore del santo vescovo, festeggiato in sordina ma non con meno devozione.

Le luminarie artistiche firmate De Cagna accendono l’ariosa piazza della Libertà, lungo la facciata di palazzo San Francesco, mentre dodici pali illuminano le strade adiacenti, esaltando la bellezza naturale di Ostuni, città di calce e di belvedere. Cuore di questi festeggiamenti celebrati in maniera più composta è la messa di mercoledì 26 alle 10.30, presso la sontuosa concattedrale dedicata a Santa Maria dell’Assunzione, dove si celebra la liturgia principale, alla quale i cavalieri sono invitati a partecipare, sostando sul sagrato dell’edificio. La cerimonia si congeda con lo spettacolo di fuochi d’artificio in serata.