“qui Terra, ciao Universo”, da Salve messaggi di speranza nello Spazio

Trasmessi dall'osservatorio astronomico Sidereus sotto forma di onde elettromagnetiche, viaggeranno in eterno

L'antenna del radiotelescopio del parco Sidereus di Salve

“Un pensiero a te, Universo, guardaci e impara dai nostri errori e se puoi aiutaci perché ora ci sentiamo soli e indifesi”. È solo uno degli oltre 600 messaggi inviati nello Spazio da Salve, dal parco astronomico Sidereus di Vito Lecci.

Il bel parco immerso negli ulivi e nella macchia mediterranea lungo la strada che da Salve conduce al mare, si è dovuto fermare come tutto il resto. Il blocco ha fatto cessare le visite e le osservazioni dai potenti telescopi in gruppi organizzati. Niente più appassionati, curiosi e cultori della materia, niente più chiassose scolaresche in gita, niente più bambini affascinati dalla collezione di meteoriti provenienti da tutto il mondo… e inevitabili retropensieri sulla criptonite nemica di Superman.

Vito si è ritrovato solo nel grande parco. Il suo universo si era svuotato all’improvviso ma l’isolamento sotto le stelle gli ha dato modo di cercare modi alternativi per tornare a raccontare lo Spazio e le sue meraviglie, sempre, con il suo consueto e impeccabile stile da divulgatore scientifico: “In quei giorni si facevano i flash mob dai balconi, c’era musica e si cantava per sentirsi meglio e uniti. Allora ho pensato che, nel mio piccolo, potevo contribuire a rendere meno buio questo periodo facendo delle dirette di osservazione della luna. Sono andate molto bene, le persone hanno potuto vedere i crateri, le catene montuose, gli appennini”. Una vera e propria passeggiata sulla superficie lunare, lontanissimo da casa, consentita e senza assembramenti, che ha appassionato tantissima gente: “Vito, mostraci il mare della tranquillità per favore”, “Vedo 2 lune. Una dal video, l’altra dal vero! Ciao Luna!!!”, si legge tra i messaggi di chi ha seguito la diretta.

“Cerco eventi nello Spazio che possano essere visibili e interessanti per chi mi segue e ho anche diverse richieste. In moltissimi mi domandano di quella stella luminosissima a ovest. È Venere, e a guardarla al telescopio appare come una piccola falce di luna. Sto cercando di attrezzarmi meglio per mostrarla via web in maniera ottimale, e restituirne la visione direttamente dal telescopio”.

E c’è stata anche l’occasione di smontare qualche “fake catastrofista”: il tanto temuto asteroide (52768) 1998 OR2 del 29 aprile, “era in realtà un gigante buono”, spiega Vito, “alto sì come come una montagna, tra i due e i quattro chilometri di diametro seppur irregolare, ma della classe denominata AMOR, ovvero quelli che hanno un’orbita sempre esterna a quella terrestre”.

Vito Lecci

Poi un giorno, passando davanti all’antenna del radiotelescopio che normalmente utilizza per ascoltare i segnali che provengono dalla Spazio, ha avuto un’illuminazione: “Mi è venuto in mente che potevo utilizzarla al contrario: non per ricevere ma per inviare messaggi”, racconta. È nato così “Messaggi nello Spazio”, un’idea semplice, per lui, libera e gratuita lanciata attraverso i suoi canali web: “Impacchetterò tutti i vostri messaggi in una sorta di codice utile alla trasmissione radio, quindi li invierò nello Spazio, affidando i vostri pensieri all’Universo”.

I messaggi sono arrivati da tutta Italia e anche dall’estero, così tanti che è stato necessario effettuare un altro invio: “Ma le richieste sono tantissime e a giugno, sicuramente, ne farò un altro ancora”. Vito ha deciso di raccoglierli tutti in un libro, attualmente in stampa (“Messaggi nello Spazio – 600 riflessioni in tempo di pandemia”), in modo da storicizzare, anche sulla Terra, questo strano periodo dell’umanità.

Pensieri, saluti, preghiere, invocazioni che già vagano nello Spazio e lo faranno in eterno, come quelli partiti alle 23.50 del 3 maggio, direzione: la stella Arcturus, nella costellazione di Boote. Per raggiungerla impiegheranno poco meno di 37 anni e poi continueranno oltre, nello Spazio profondo.

“Cari amici di questo Universo, noi siamo umani del pianeta Terra, forse ci stiamo estinguendo. Affidiamo a tutti voi questo messaggio in modo da poterci ricordare per l’eternità”.

“Le nostre vite sospese ma accolte in un unico, universale ed infinito abbraccio”.

“Grazie universo, mi fai vivere questo sogno pieno d’amore!”.

“Possa questo messaggio, di pace e serenità, vagare per sempre nell’Universo e raggiungere luoghi a me sconosciuti. Sfiorare nuove stelle ed altri sistemi solari, attraversare le più esotiche delle nebulose e salutare, chissà, qualche nuova forma di vita. Affido il mio pensiero a quest’onda elettromagnetica, che lo farà viaggiare laddove io stesso, mio malgrado, avrei voluto essere”.

Messaggi intimi, profondi, “universali” ma anche scanzonati: “Venitemi a prendere” e divertenti come i saluti vulcaniani alla Spock “Lunga vita e prosperità”.

Una serata al parco astronomico Sidereus

Vito è uomo di scienza ma il sentimento che ha riposto in questa iniziativa che ha fatto viaggiare la gente nel tempo e nello spazio, emerge fulgido dalle sue parole: “Nel corso della nostra vita cerchiamo di lasciare una traccia, un segno significativo del nostro passaggio. Molti lo hanno fatto, Leonardo da Vinci, Platone, i grandi uomini della cultura e della storia. Ma tutto ha il suo ciclo vitale e tutto scomparirà. Invece questi messaggi, questi pensieri, si propagheranno per sempre nello Spazio, sopravviveranno a tutto e a tutti anche dopo miliardi di anni. Certo, magari nessuno li raccoglierà o risulteranno incomprensibili, ma saranno comunque un nostro piccolissimo pezzo di eternità. E questa è la cosa che mi piace di più”.