Quando la banda passò

Novità di quest'anno, per la festa patronale di Sant'Oronzo a Lecce, è il giro della banda che, come una volta, raggiunge anche la periferia e le marine.

festa patronale
Ph. Graziano Cennamo

“Lu Ronzu sta ssona”, sta suonando Sant’Oronzo. Così si dice a Lecce, quando le campane trillano a festa, per annunciare che sono i giorni della ricorrenza patronale, della fiera mercato, delle giostre, delle luminarie. Sul finire dell’estate, il santo patrono, che saluta dall’alto, dalla banderuola posta in cima al campanile del Duomo, scende per le strade, vaga tra i fedeli, si lascia metaforicamente abbracciare dalla città tutta.

Quest’anno è più contenuta, meno chiassosa e sicuramente più composta la festa leccese, senza addobbi né processioni, ma resta un appuntamento significativo di questa strana estate. Una ricorrenza forse non proprio da vedere, ma sicuramente da ascoltare. Cuore dei festeggiamenti sarà infatti la musica, quella del Gran Concerto Bandistico Città di Lecce “Nino Farì”, costituitosi ufficialmente lo scorso febbraio, che restituisce a Lecce la sua tradizionale banda da giro.

I ben 38 orchestrali allietano le strade del centro storico con il repertorio classico delle feste patronali, ma non solo. Gli ottoni della banda si spingono anche lungo le marine leccesi, da San Cataldo e Torre Chianca, e nei quartieri più lontani dal centro cittadino, solitamente meno coinvolti nei festeggiamenti.

Un modo, questo, per portare la festa davvero a tutti i cittadini, per poter aprire la finestra, scorgere il campanile e poter dire che anche quest’anno “lu Ronzu sta ssona”.

Il programma religioso prevede lunedì 24 i vespri solenni in piazza Duomo alle 20; martedì 25 alle 10 la santa messa nella chiesa di Sant’Oronzo fuori le mura; mercoledì 26, il pontificale presieduto dall’arcivescovo alle 11.