Nustrale, il vino naturale diventa per tutti

Marta Cesi con una bottiglia di "Nustrale"

Quante volte gli amanti del vino naturale hanno desiderato, e cercato, una soluzione per la tavola quotidiana, senza l’obbligo “impegnativo” della bottiglia? Un desiderio inesaudito fino ad ora, quando Marta Cesi, viticoltrice di Felline, ha ideato il vino “Nustrale – naturale. Negroamaro quotidiano”.

“Credo sia la definizione più difficile da dare nel periodo in cui un’avanguardia comincia a diventare una moda”, risponde Marta, alla domanda su che cosa sia il vino naturale, “il lato anarchico e libero del vino verrà presto costretto in disciplinari normativi in nome della tutela del consumatore e della promozione del ‘made in Italy’ nel mondo. Tecnicamente il vino naturale è un vino proveniente da uve biologiche”, spiega, “fermentate in modo spontaneo, senza, cioè, l’aggiunta di lieviti selezionati che ne accelerano il processo e modificano le caratteristiche organolettiche. Nessun altro additivo è tollerato se non una minima aggiunta di anidride solforosa (i cosiddetti solfiti) per proteggere il vino durante la maturazione, che tradotto in parole semplici, vuol dire un aiuto al vino ‘cu nu’ spunta’, ovvero rallentare lo sviluppo dei batteri acetici oltre un certo livello”.

Marta fonda l’azienda Dei Agre nel 2001 e da allora produce vino seguendo metodi non convenzionali, che mixano le tecniche proprie dell’agricoltura biologica, sinergica, biodinamica e organico-rigenerativa. Spiega così la differenza tra un vino di questo tipo e uno convenzionale: “emotivamente, il vino naturale, è la fiducia nell’operato bizzarro e salubre del vignaiolo. Spesso il vino naturale, infatti, non è corredato da alcuna certificazione burocratica, bensì da una certificazione partecipata e condivisa. È la firma del produttore su ogni annata, riconoscibile dallo stile ma mai replicabile da un anno all’altro. Nel vino non naturale la firma è fotocopiata a ciclo continuo”.

L’idea di affiancare alla consueta produzione, anche quella di un vino meno impegnativo, quotidiano, da vendere anche sfuso, nasce da un ragionamento preciso: “coltivare e vinificare naturale richiede grande dedizione, dispendio di energie e impiego di risorse, che tradotto in conti aziendali spesso si discosta dal romantico prezzo del vino del contadino. Le bottiglie arrivano a raggiungere prezzi alti, così di nicchia da poter essere gustate solo da poche persone. Noi abbiamo cominciato a desiderare un vino naturale per tutti. Senza fronzoli, da bere tutti i giorni, con ogni pietanza, ad ogni pasto; anche a merenda per i più tenaci. Il formato più adatto ci è sembrato la bottiglia da litro e ne abbiamo affidato la veste grafica a Valeria Puzzovio che ha saputo illustrare efficacemente il concetto di Nustrale – Negroamaro quotidiano. Nustrale”, racconta Marta, “è il nome con cui ho sempre sentito chiamare il vino di casa, che molti facevano per conto proprio, mentre il Negroamaro è il vitigno più diffuso nel Salento, da qui il legame è stato spontaneo”.

Nustrale, quindi, fa presagire già la sua natura terragna, legata al terroir dove nasce, esattamente le campagne di Felline, in una delle aree più torride del Salento, dalle viti condotte ad alberello pugliese, antichissimo metodo di allevamento della pianta, adatto proprio a climi secchi e aridi. A Felline lo si può acquistare direttamente da Marta, presso l’enoteca Vite Colta, oppure contattarla per la consegna a domicilio. “Credo che sia il primo esempio di vino sfuso naturale nelle nostre zone promosso da un’azienda”, dice, “alcuni dei produttori hobbisti o genuini clandestini lo fanno da tempo. Come ogni vino naturale non è mai uguale da un anno all’altro, anzi da un mese all’altro, proprio come la nostra quotidiana esistenza. Anche ai tempi del Covid-19”. (Francesca Casaluci)