Nelle stanze dell’apparenza

“Nu picca pitunu non fa male a nisciunu”, così aveva deciso donna Evelina, “matriarca tošta” della ricca e numerosa famiglia Passolungo del paese di Landrano. La piccola nipote Veronica, orfana di padre e di madre sconosciuta, sarebbe passata ogni mese di palazzo in palazzo, vivendo dai rispettivi zii. Si dipana così la storia di “Salone salotto salottino”, ultimo romanzo di Annalisa Bari che, con una scrittura intensa e nitida come il vento di tramontana e ammaliante e pervasiva come lo scirocco da Sud, conduce nelle stanze di quella opulenta borghesia salentina incastonata tra le corti umili e pullulanti di vita. Quelle corti che Veronica osserva dall’alto dalla balaustra della terrazza, accostandosi a microcosmi chiusi e aperti tra “tiraletti” di tabacco stesi al sole a seccare, liti, “culacchi”, “fatìa” di artigiani, in un paese del Salento degli anni Quaranta.
Ogni mese vive in una famiglia diversa e ha una zia da cui imparare cose diverse: da zia Cetta, Veronica assimila l’affetto e la tenerezza, da zia Sasa l’ottimismo per la vita e la leggerezza, da zia Agnesina gli strumenti per prendere in mano la propria vita. L’infanzia scorre tra il palazzo rosso, il palazzotto giallo e il suo pianoterra, la casa rosa, zie sull’orlo della zitellaggine, zii troppo oculati o dediti al gioco, cugini fraterni, nutrici e governanti a vita, mentre si porta appresso i suoi bagagli e le domande sempre più pesanti sull’identità e il destino dei suoi genitori, argomento che gli adulti trattano in maniera ora sfuggente ora allusiva con frasi a mezza bocca. Il mistero cresce insieme alla protagonista e l’affollato affresco familiare cambia tinte e sfumature con il cambiamento dei tempi, dei costumi, degli angoli del paese e di una emancipazione femminile che fatica ad affermarsi oltre le convenzioni.
È così che le stanze del “Salone salotto salottino”, sempre splendenti e in allerta per le visite inaspettate mentre intorno regnano polvere e trascuratezza, diventano l’emblema del salvare le apparenze ad ogni costo, luoghi dove chiudere e discutere fatti e misfatti che, comunque, voleranno veloci di corte in corte e di bocca in bocca. Una lunga e appassionante saga che abbraccia due generazioni e quasi un secolo di quel Salento che abbiamo vissuto o immaginato, e in alcuni casi rimpianto.

ANNALISA BARI
SALONE SALOTTO
SALOTTINO
PP. 464, EURO 17
ESPERIDI, 2019