Nel Basso Salento nasce la Banca della Terra

I 22 Comuni del Gal Capo di Leuca firmano il protocollo per la nascita della Banca della Terra, uno strumento per recuperare i terreni incolti e destinarli all'agricoltura.

Un trattore nei campi di Castiglione d'Otranto

Censire i terreni incolti, averne contezza, recuperarli e renderli accessibili ai giovani che hanno voglia e desiderio di affacciarsi al comparto agricolo locale. È l’ambizioso obiettivo della Banca della Terra, progetto del Gal Capo di Leuca coadiuvato dalla Regione Puglia, insieme al parallelo SiBaTer, Supporto Istituzionale alla Banca delle Terre.

Sono tanti, tantissimi, troppi i cosiddetti “campi di nessuno”, nelle campagne del Basso Salento, e non solo, abbandonati da decenni, spesso inevitabilmente ricettacolo di rifiuti o vere e proprie discariche abbandonate. L’intenzione del Gal è quella di sottrarli all’incuria e creare occasioni di sviluppo dell’agricoltura locale, con un’attenzione all’economia e all’ambiente.

L’accordo di partenariato è stato sottoscritto circa due settimane fa e reca le firme egli amministratori dei 22 Comuni del Gal: Alliste, Casarano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Matino, Melissano, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Racale, Ruffano, Salve, Specchia, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase, Ugento.

“La struttura tecnica dell’agenzia di Sviluppo locale è a disposizione dei 22 Comuni per la realizzazione di questa azione di analisi del patrimonio, censimento e valorizzazione dei terreni agricoli di proprietà pubblica, proiettata verso un’azione di successivo sviluppo anche con il sostegno delle risorse ancora disponibili con il Programma Leader”, ha affermato il presidente dell’Agenzia Antonio Ciriolo.

Questo strumento, come si può vedere da queste iniziative virtuose, sta rivoluzionando il recupero dei terreni incolti e l’accesso dei giovani nel settore economico agricolo. In un periodo caratterizzato dall’abbandono di terreni agricoli, sia pubblici che privati, oggetto di desertificazione causato dal batterio Xylella, di degrado e deposito di rifiuti di ogni tipo”, sottolinea Cristian Casili, vicepresidente del Consiglio regionale, “questa legge ha una importanza cruciale, anche per far sì che vengono messe in atto le buone pratiche per evitare l’avanzata del batterio”.