Massimo Pasca “rivede” Mamma Roma di Pasolini

Un particolare della copertina realizzata da Pasca per Tinals

È l’acronimo di un originale progetto editoriale, “Tinals”, attivo dal 2013 si occupa di restituire “visibilità visiva” a capolavori dell’audiovisivo, attraverso la contaminazione tra musica, cinema e disegno.

Il suo nome per esteso è “This is not a love song” (esplicito tributo al brano dei P.I.L) e ha da poco rinnovato la collaborazione con l’artista salentino Massimo Pasca per la realizzazione del nuovo format di VHS illustrate. Il progetto, che nasce con l’innovativa idea di far incontrare il fumetto e la musica, illustrando brani cult sul supporto della musicassetta, aveva già visto la partecipazione di Pasca, con la cassettina numero 18 dedicata a “Boys don’t cry”, brano indimenticato dei The Cure. Incontrato immediatamente il favore del pubblico, grazie al suo accattivante formato compatto dal sapore nostalgico e pop, “Tinals” ha esplorato le possibilità di altri formati giungendo così anche alle VHS e creando una collana che unisce il cinema e le arti visive.

All’artista salentino è stato assegnato il capolavoro pasoliniano “Mamma Roma” del quale ha realizzato il remake disegnato del VHS. Un’operazione che ha valorizzato l’inconfondibile tratto di Pasca ma gli ha anche permesso di omaggiare un film a lui molto caro utilizzando, con un approccio di estrema cura e rispetto, una selezione di fotogrammi da ridisegnare.

Massimo Pasca a lavoro nel suo studio-laboratorio

“La cosa più difficile è stata scegliere i fotogrammi da ridisegnare, perché il cinema di Pasolini ha, secondo me, una narrativa molto particolare e selezionare sembra sempre un atto molto arbitrario”, spiega Massimo Pasca.

In copertina spicca lo ieratico volto della Magnani, reso ancora più icastico dall’espressionismo dei chiaroscuri. Ma l’attenzione alla narrativa e alla fotografia pasoliniana è colta e si riversa nella realizzazione delle 12 tavole all’interno della VHS, che hanno tenuto conto dei rimandi alla storia dell’arte, di cui Pasolini si è spesso servito.

“La tavola 12 ad esempio è la citazione del Cristo morto di Mantegna, sullo sfondo ho però messo il quartiere dove il dramma è ambientato, il parco degli acquedotti, per fare il parallelo tra Ettore e Cristo”, aggiunge Pasca.

Così il tratto surrealista e dalla componente iconica e pop, apporta il suo contributo evocativo nel totale riguardo verso l’imponente cifra stilistica pasoliniana, confermando la capacità dell’artista di misurarsi con i miti della musica e della cultura pop e anche con i maestri del cinema. Una vera chicca per collezionisti e amanti dell’illustrazione, oltre che di cinema, perché la cover illustrata, contiene al suo interno, oltre alle 12 graphic-frames illustrati, un poster e degli adesivi.

Dal live painting al fumetto, alle opere murarie e su tela famose per i grandi formati, oltre che per la cura dei dettagli, al supporto magnetico nell’ottica di un remake, la potenza visionaria di Massimo Pasca conferma il suo talentuoso eclettismo.
(Lara Gigante)