L’ultima cena tra gli ulivi

La performance a cura di Romina De Novellis è accolta tra gli ulivi disseccati in territorio galatinese, a chiusura della residenza artistica "Dialoghi sul Mediterraneo".

Un respiro internazionale, una prospettiva che arriva dall’esterno ma che custodisce la consapevolezza e uno sguardo attento sulle criticità della terra meridiana. Torna anche quest’anno “Dialoghi sul Mediterraneo“, un’iniziativa promossa dagli artisti e performer Mauro Bordin, veneto, e Romina De Novellis, di origini partenopee, ormai di casa in Francia, ma anche habituée salentina.

Una riflessione soprattutto fisica e corporea, quella portata avanti da De Novellis, che due anni fa si fece promotrice della marcia bianca nel Salento, tutta al femminile, per sensibilizzare sulla necessità di salvaguardare la biodiversità del territorio. E anche quest’anno è sul paesaggio che sono puntati i riflettori con “The Last Supper Project”, performance che giunge al culmine della residenza artistica accolta negli spazi della Domus Artist Residency, abitazione di Bordin e De Novellis nel centro storico di Galatina.

Iniziata lo scorso 19 luglio, la residenza termina nel primo pomeriggio di oggi la performance, accolta nell’uliveto disseccato dalla Xylella presso tenuta Carcara a Galatina, dove ci sarà “l’ultima cena”, un’indagine corale sul Mediterraneo attraverso momenti di studio e dialogo tra i ricercatori riuniti partecipanti. Il progetto riflette sulla relazione tra violenza ambientale e genere, cura e rigenerazione e indaga sulle questioni contemporanee più urgenti, indagate attraverso una sensibilità femminista e de coloniale affiancata a una prospettiva artistica, mirando a combinare il pensiero teorico con le pratiche artistiche e comunitarie.

All’ordine del giorno un interrogativo sempre più pressante: come tornare a essere organismi viventi e abitare il cosmo?