Le iniziative nel Salento contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebra la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne". A Lecce e provincia si tengono Incontri, reading, marce, spettacoli teatrali per mantenere alta l'attenzione sul tema

La panchina rossa di Cannole (Le)

Vite spezzate, corpi sfregiati, anime ferite. Anche se non lascia lividi la violenza psicologica non fa meno male. Ogni giorno in Italia 89 donne sono vittime di reati di genere e dall’inizio dell’anno sono 109 quelle uccise, una ogni tre giorni, l’8% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Lo rivela il recente rapporto della Direzione anticrimine della Polizia di Stato che fotografa una realtà allarmante, un’emergenza da fronteggiare con leggi più severe e più efficaci, certamente, ma soprattutto combattendo la cultura maschilista e patriarcale radicata che impedisce una vera parità di genere, creando le condizioni per la discriminazione.

Il 25 novembre si celebra la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” voluta e istituita dall’ONU nel 1999. E anche il Salento si mobilita con associazioni, scuole, istituzioni e società civile impegnate e unite per mantenere alta l’attenzione e prendere posizione: dalla parte delle donne, contro la violenza. Incontri, riflessioni, panchine rosse, palazzi municipali illuminati di rosso e rosa, murales tematici, flashmob, proiezioni di film e spettacoli teatrali, così la Provincia di Lecce ha imbastito una campagna di sensibilizzazione che comprende un videomessaggio con i volti e la voce degli amministratori salentini che lanciano l’hashtag #noallaviolenza sulle donne, una marcia simultanea e un cartellone unico che raccoglie tutte le iniziative promosse nei comuni del Salento.

A Cannole, alle 16, lungo un percorso allestito con fiocchi rossi, si marcia da via Aldo Moro verso la panchina rossa di via Bagnolo dove le donne di tutte le nazionalità e generazioni leggono brani scelti da opere letterarie. A Galatone è stato realizzato il murales “Il coraggio delle donne”, in via Pacifico Nico; a Tuglie ci si incontra in Biblioteca per sensibilizzare i più piccoli alle tematiche di genere in occasione del progetto #ioleggoperché, mentre a Campi Salentina ci si ritrova alle 16.45 in piazza Libertà e, dopo l’intervento della presidente del centro antiviolenza “Renata Fonte”, Maria Luisa Toto, ci si mette in marcia verso la panchina rossa in largo Croce, dove si conclude con una testimonianza sulla condizione delle donne afgane a cura del servizio di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati ARCI Lecce.

A Lecce ci si ritrova a Porta Napoli, alle 17, per confluire insieme nel grande corteo che attraversa viale degli Studenti, Porta Rudiae e prosegue lungo via Libertini, corso Vittorio Emanuele e termina in piazza Sant’Oronzo per un breve momento collettivo. Alla manifestazione, coordinata dall’Assessorato al Welfare, Diritti Civili e Pari opportunità del Comune di Lecce e dalla Casa delle donne di Lecce, hanno aderito diverse associazioni con l’obiettivo di scendere in piazza, confrontarsi e raccogliere esperienze, dopo due anni di isolamento e chiusure per la pandemia. Due anni che hanno ulteriormente aggravato la situazione delle donne in difficoltà, facendo registrare un notevole incremento dei casi di femminicidio e di episodi di violenza.

“Abbiamo bisogno di riportare in piazza e al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il tema”, dichiara l’assessora al Welfare di Lecce Silvia Miglietta “così delicato e urgente della violenza, fisica e psicologica, sulle donne e della violenza di genere, che lede il diritto di ciascuno di autodeterminarsi e vivere serenamente la propria sessualità. Se c’è una cosa che la pandemia e il lockdown hanno contribuito a riaffermare con forza è che alcune case sono vere e proprie prigioni per donne costrette a convivere con uomini violenti, subendo abusi di varia natura. Queste donne devono poter contare sul supporto concreto della società e delle istituzioni per denunciare e iniziare un nuovo e migliore percorso di vita”.

Locandina della campagna della Polizia di Stato “Questo non è amore”

Si parla di violenza di genere, bullismo e cyberbullismo alla scuola “Ascanio Grandi” di Lecce dove gli alunni delle classi terze dialogano con l’equipe della Polizia di Stato del progetto “Questo non è amore”: il camper che sosta davanti all’istituto per informare sulle attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. All’incontro prende parte anche Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini, la 16enne di Specchia brutalmente uccisa dall’ex fidanzato nel 2017. Alla giovane ragazza e ad altre cinque donne pugliesi vittime di femminicidio sono intitolate sei panchine rosse inaugurate dopo il dibattito nel giardino della scuola.

In programma al Castello Carlo V di Lecce, alle 18, invece, prende il via il tour tematico a cura dell’associazione Attraverso il castello incentrato sulla storia di sante, martiri e donne legate alla storia dell’antico maniero leccese. Subito dopo la visita, gli spazi del castello ospitano un reading letterario a cura del gruppo culturale Collettiva che promuove la sorellanza come pratica sociale di cura dell’essere umano, Info e prenotazione (obbligatoria) su attraversoilcastello@gmail.com o al numero 335/7009614.