La necessità e la tenerezza del racconto: “Mattia e il nonno” premio Eolo 2020.

Ippolito Chiarello in scena

Una passeggiata col nonno. Mano nella mano prima; poi col nonno, diventato “piccolo piccolo”, accolto nel palmo della mano, prim’ancora di custodirlo, per sempre, nel cuore e nell’anima. Viaggia così, su un sentiero di cuore e anima, di tenerezza e amore, di memoria e appartenenza “Mattia e il nonno”, il “raccontino” di Roberto Piumini felice ispirazione dello spettacolo teatrale che si è aggiudicato l’Eolo Awards 2020, il prestigioso riconoscimento nazionale di teatro ragazzi, promosso dal 2006 dalla rivista online Eolo.

È il miglior spettacolo dell’anno “Mattia e il nonno”, produzione di Factory compagnia transadriatica con Fondazione Sipario Toscana onlus e in collaborazione con Nasca Teatri di Terra, interpretato da Ippolito Chiarello, diretto da Tonio De Nitto, premiato “per aver proposto con estrema poesia e delicatezza, traendolo dal libro omonimo di Roberto Piumini, il tema della morte, così spinoso da offrire al pubblico dei ragazzi”, si legge nella motivazione.

Tonio De Nitto, Roberto Piumini e Ippolito Chiarello

È un’urgenza sociale, per ogni comunità, il rapporto nipoti-nonni. Lo è sempre stata, in epoche in cui era una naturale consuetudine familiare, e lo è, a maggior ragione, in un momento storico e sociale particolare, che coincide, per di più, con la più dura attualità, quella segnata dall’emergenza sanitaria e di un distanziamento sociale che mina, alla base, proprio il rapporto nonni-nipoti.

Ed ecco che uno spettacolo, pensato in “tempi non sospetti”, mosso qualche anno fa da nient’altro che dall’emozione del racconto, è lo spettacolo più bello dell’anno. E lo è “per mezzo dell’interpretazione felice e leggera di Ippolito Chiarello”. Lo spettacolo, si legge ancora nella motivazione, “si muove sulla sapiente e immediata riscrittura che Tonio De Nitto ha fatto del libro. La narrazione dell’interprete ci accompagna amorevolmente, mano nella mano, in compagnia del piccolo Mattia e di suo nonno, che da poco lo ha lasciato, in un viaggio fantastico attraverso uno scenario sempre vivo e pulsante, che ci farà comprendere in modo poeticamente profondo come tutte le persone che abbiamo amato, non spariranno mai, rimanendo in maniera durevole dentro di noi”.

In questo delicato passaggio di consegne il nonno insegna a Mattia, giocando con lui, a capire le regole che governano l’animo umano e come si può fare a rimanere vivi nel cuore di chi si ama. C’è una tenerezza infinita alla base del racconto scritto con dolcezza e grande onirismo. Un lavoro che insegna, con gli occhi innocenti di un bambino e la saggezza di un nonno, a vivere la perdita come trasformazione, e a comprendere il ciclo della vita. È un farmaco questo racconto, uno di quelli che gli adulti avrebbero dovuto avere la fortuna di conoscere da piccoli per imparare a recepire la separazione come questo cammino, tra nonno e nipote, che somiglia a un viaggio che non fa più paura.

Difficile non collegare, emozionalmente e mentalmente, la narrazione di “Mattia e il nonno” alla dura realtà: ai “nonni” vittime del Covvid-19, ai quali dedica il premio Ippolito Chiarello, un premio arrivato proprio nel giorno dell’auspicata fase di apertura e di spiragli di riflettori per i palcoscenici. “Uno spettacolo nato senza pretese”, dice l’attore salentino, “uno spettacolo semplice, fatto per il pubblico più vero, quello dei bambini”. E, a proposito di pubblico, il collegamento non può non andare ad artiste e artisti così in difficoltà in questo periodo: “a un settore che non può essere legato a un criterio meramente numerico”, spiega Chiarello, attivissimo, anche all’epoca del Covid, su più “palcoscenici” virtuali.

L’auspicio però, ovviamente, è che possa riprendere la programmata e intensissima tournée, per accogliere, in teatro, nonni, nipoti e loro simbiotiche emozioni.