Dai campi al frigo. La festa del raccolto per annunciare le novità targate Birrasalento

I bagliori, dopo il buio del lockdown. Quelli dei campi d’orzo dove, venerdì 12 giugno, si celebra la “Festa della mietitura” organizzata da Birrasalento. Il primo passo verso la nuova produzione, del birrificio artigianale di Leverano, che quest’anno, a causa delle restrizioni sociali previste dall’emergenza sanitaria, si svolge senza musica e convivialità, ma con la stessa “liturgia”, più che mai necessaria per una ripartenza che ha il gusto della rinascita, a seguito di un momento storico delicato e difficile per tutti.

L’appuntamento è alle 10.30 nel terreno di 20 ettari venti ettari prospiciente il birrificio, sulla via per Carmiano, a Leverano. Solo uno dei tanti, di Leverano e altri paesi limitrofi, dai quali il birrificio ricava l’orzo per la produzione delle birre. Alle specialità Odissey Concerto la cui coltivazione fu sperimentata e avviata con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche ambientali di UniSalento, quest’anno si miete Fortuna, l’ultima nata di casa Birrasalento, dal benaugurante nome, come dice Maurizio Zecca, titolare del birrificio, “è un auspicio rivolto al tessuto economico-produttivo del territorio e a ogni persona, carico di speranza per i giorni che verranno dopo lo scossone della pandemia”.

Ma la nuova cultivar non è certo l’unica novità, la della festa del raccolto è anche occasione, per il birrificio, di presentare due nuovi progetti: il via alle birre salentine in lattina dai primi di luglio, e l’apertura di una malteria con sede a Leverano, dove si lavorerà l’orzo mietuto (che ora viene maltato a Melfi) per rendere ancora più locale la filiera.

Al termine dell’evento, brindisi augurale con Agricola, birra scelta non a caso, “che rappresenta la nostra vocazione e il nostro attaccamento alla terra”, chiude Maurizio Zecca.