Cura, ascolto e riflessione, gli strumenti per pe(n)sare differente

Tre giorni di incontri, riflessione e pensieri al Museo Castromediano di Lecce, per il festival "Pe(n)sa differente", sulla necessità di costruire un modello di esistenza alternativo.

Pensa in grande, ma soprattutto continua a pensare differente, il Festival dell’espressione creativa e della bellezza autentica, che è giunto alla sua 14sima edizione e porta alto il suo tributo alla soggettività che si manifesta come diritto al pensiero critico, alla differenza e alla variazione.

Ideato e realizzato da Onlus Salomè e Big Sur, il festival promuove la cura di sé e invita a partecipare a un percorso di costruzione personale che passi attraverso la resistenza alle attuali forme di mercificazione e omologazione, per valorizzare l’unicità e la novità che ogni persona essenzialmente è, con le sue possibilità espressive e la propria peculiare bellezza.

L’edizione 2021 è accolta all’interno del Polo biblio-museale di Lecce, da oggi sino a sabato 3 luglio, nel teatro interno, in auditorium, in alcuni spazi espositivi e nel grande cortile affacciato su viale Gallipoli. Durante le tre giornate si terranno spettacoli, performance, mostre, incontri scientifici, sociali, culturali, artistici, sportivi e culinari, musica e visioni con la partecipazione di esperti nei campi dell’antropologia, della filosofia, della medicina e della psicologia, della cultura, dell’arte e delle associazioni sparse sul territorio nazionale, con lo scopo di sensibilizzare e informare su come guadagnare salute e prevenire e curare il disagio attraverso l’espressione creativa del sé individuale e collettivo.

È intitolata “L’attesa è un fiore semplice”, l’edizione 2021, ispirata a un pensiero dello scrittore Christian Bobin, che sottolinea l’importanza di ritrovarsi dopo aver atteso così a lungo, di essere operosi, di sporcarsi le mani ed essere “generativi”, di nuovi modi di pensare, vivere e affrontare la complessità dell’esistenza. “Viviamo in una società in cui le infinite possibilità, da cui siamo continuamente bombardati, sono partorite dalle logiche omologanti del consumismo e del mercato rendendoci vittime di una libertà che è illusoria. L’identità stessa di ciascuno viene ad essere integrata all’interno della dialettica produzione-consumo”, dichiarano gli organizzatori. “Pe(n)sa differente rappresenta uno spazio di espressione delle identità in tutte le loro molteplici declinazioni, in cui l’avverbio “differente” non intende rilanciare il paradosso di un apparire alternativo che propone ulteriori modelli preconfezionati ma piuttosto è un invito ad avere il coraggio di servirsi del proprio intelletto e del proprio sentire“.

Un lavoro che, per coinvolgere e toccare tutte le corde dell’umano, si serve anche della poesia. Sono presenti, all’interno del festival, alcuni eventi dedicati al poeta di Caprarica Antonio Verri, e soprattutto alla sua continua ricerca di relazioni e scambi virtuosi. “Il suo naviglio innocente era capace di navigare controcorrente, di imbarcare e comprendere ogni diversità, ogni necessità, ogni desiderio espressivo. Verri sognava di poter contenere in un grande libro, tutti i libri, tutta la conoscenza, tutti i generi, tutte le lingue. Il suo desiderio del “Declaro” s’è compiuto con l’avvento della Rete. Internet è il libro dei libri, dove tutto vive e tutto implode. Ma oggi più che mai è necessario ritrovare un equilibrio, una distanza dall’invadenza delle cose”.

Tra gli altri ospiti presenti, anche: Jury Chechi campione olimpico, Aram Quartet, vincitori della prima edizione di X Factor, Cristina Garrone, regista con la Compagnia del Beato RagnoMary Garret, ballerina solista della Scala, Susan Ringwood, presidente dell’associazione B-eat – Inghilterra, Pavlina Parashkevova, Young People’s Participation officer e Claire Morgan, Young Ambassador dell’associazione B-eat Inghilterra, Sam Thomas, presidente di Men Get Eating Disorders Too – Inghilterra, e tanti altri.

Info e programma completo sul sito dell’evento.