Affacciati alla finestra: il Salento unito contro il coronavirus

Arcobaleni sui balconi, pizzica sul tetto, applausi dalle finestre, e c’è perfino chi esce a fare tai chi sul terrazzo di casa. All’isolamento si reagisce come si può, soprattutto collettivamente, per fare tutti insieme la stessa cosa e sentirsi, anche se a distanza, un po’ più vicini. Così nasce l’idea del flashmob, per resistere alla quarantena e a questi tempi di paura e incertezza, utilizzando i colori, l’arte, la musica.

Allora via libera alla pittura, con i tanti arcobaleni che hanno fatto capolino sui davanzali, realizzati soprattutto dai bambini, un simbolo di speranza, per continuare a ripetersi che “andrà tutto bene”. E, come in un grande concerto collettivo, si imbracciano gli strumenti e si coinvolge la città per dimenticarsi, anche solo per un attimo, del mondo là fuori e di tutto ciò che non si può controllare.

L’appuntamento è alle 18 di oggi, venerdì 13 marzo, per il flahsmob sonoro, un invito raccolto da tutto il Salento, ma non solo, dall’Italia intera, per aprire la finestra e cantare una canzone, per lanciare un messaggio di positività e ottimismo. C’è chi utilizza la diretta facebook sulla propria pagina, come gli studenti dell’istituto bandistico di Copertino, chi lo fa in solitaria semplicemente per sé, chi suona con i bambini che giocano in sottofondo e chi si rifugia sul davanzale per cinque minuti di “isolamento nell’isolamento”.

Sui social, principale strumento di informazione e condivisione in questi tempi di isolamento, si diffonde un altro invito, quello di un applauso collettivo alla cittadinanza, per le 12 di sabato 14, per incitare a resistere in attesa di tempi migliori.

Non mancano le iniziative di generosità, per fare fronte comune davanti all’emergenza: è di oggi la notizia che 27 bar e ristoranti del centro di Lecce, in seguito alla chiusura imposta dall’ultimo decreto ministeriale, hanno deciso di donare le scorte e le giacenze alimentari di breve e lunga scadenza ai più bisognosi, tramite l’associazione di Don Gianni Mattia.