Addio a Giovanni Bernardini

Il Salento piange il suo ultimo narratore

Giovanni Bernardini se n’è andato nella notte lasciandoci più poveri della sua immensa cultura e della sua splendida “penna”.
Scrittore, poeta, illustre narratore e in passato molto attivo sulla scena politica del suo paese Monteroni di Lecce, a lui, quando quiSalento tornò in edicola dopo i mesi di chiusura, chiedemmo di inaugurare la nuova rubrica “Le storie di qui”.

Il professore fu generoso come sempre e non esitò ad aprirci le porte della sua casa per documentare e annunciare con un video la pubblicazione nel mese di ottobre 2018. Con il suo racconto “Remota stagione”, ci regalò un tenero ricordo della sua infanzia e di sua madre con la “leggerezza calviniana” che dichiarò di perseguire.
Acuto, sagace e sempre aperto al dialogo, a dimostrarlo fino alla fine furono i suoi scritti che non hanno mai smesso di essere lucidi, intensi e straordinariamente visionari. Così come non si sottraeva mai a incontrare bambini e ragazzi per raccontare dei suoi mondi immaginifici.
Nel corso degli anni quiSalento ha recensito diversi suoi libri nella rubrica “da leggere” e alla pubblicazione è sempre seguita la sua garbata e compita telefonata in redazione per ringraziare ed esprimere apprezzamenti sull’autore dell’articolo.
Giovanni Bernardini era uno dei pilastri della letteratura salentina e oggi il Salento ha perso una delle sue voci narranti più belle e struggenti.
La redazione di quiSalento piange anche uno dei suoi lettori più attenti e appassionati.

L’ultimo saluto a Giovanni Bernardini è domani, martedì 14 gennaio, alle 15.30, con una commemorazione laica a Monteroni, nella sua casa di piazza Falconieri, nei pressi del Municipio.

“resta l’ultimo volo/ verso sconosciuto orizzonte/ a incontrare – se possibile- / quelli che mi amarono/ e che amo” (Nel buio la parola. Esperidi edizioni, 2016)

Giovanni Bernardini nasce a Pescara nel 1923 da padre monteronese e madre pescarese. Trasferitosi ad Ancona, frequenta la scuola fino alle prime due classi dell’allora Ginnasio. La famiglia rientra a Pescara dove Giovanni consegue la maturità classica per poi iscriversi alla Facoltà di Lettere moderne a Firenze.
La guerra interrompe gli studi e Bernardini fugge per sottrarsi al servizio del regime; viene catturato e deportato in Germania. Al termine del conflitto, rientrerà a Monteroni, dove si era rifugiata la famiglia; riprende gli studi a Bari laureandosi nel 1946 per poi dedicarsi all’insegnamento e alla scrittura. La sua ampia produzione letteraria, tuttora attivissima, comprende raccolte di poesie, romanzi, racconti, saggi, articoli. Civilmente impegnato, Bernardini, fra il ‘92 e il ‘93, fu sindaco di Monteroni di Lecce, dove ha trascorso il resto della sua vita.